Cinquantamila bimbi siciliani senza pediatra, la Regione convoca 100 specialisti

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L’assistenza pediatrica in Sicilia è pronta a cambiare volto. L’11 marzo, cento medici specialisti risponderanno alla chiamata della Regione per scegliere la propria sede di lavoro e avviare il servizio. L’obiettivo è chiaro: tappare i buchi lasciati dai pensionamenti e garantire a ogni bambino siciliano un pediatra di riferimento.

I professionisti convocati, come si legge sul Giornale di Sicilia, già inseriti nelle graduatorie regionali, andranno a coprire una cinquantina di incarichi attualmente scoperti. Se le adesioni saranno totali, il numero dei pediatri attivi nell’Isola balzerà dagli attuali 480 a quasi 600, con una distribuzione più capillare anche nelle zone più penalizzate.

L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, guarda all’appuntamento con cauzione ma con ottimismo: «Le rinunce sono fisiologiche», ha dichiarato, ricordando che negli anni passati l’assessorato ha comunque garantito la continuità assistenziale attraverso sostituzioni e punti di pronto intervento pediatrico, seppur con costi significativi per il sistema sanitario.

Ancora più fiducioso Tito Barbagianni, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri: «Non ho dubbi che tutti accetteranno. E se ci sarà qualche rinuncia per le zone più difficili, abbiamo un accordo integrativo aperto per discutere di eventuali incentivi». Il sindacato assicura che entro meno di dieci giorni l’offerta supererà la domanda, con ogni medico che seguirà al massimo 750 bambini.

Sul fronte politico, però, le tensioni non mancano. Il deputato regionale Santo Primavera (Mpa-Grande Sicilia) ha depositato un’interrogazione urgente, denunciando oltre 50 mila bambini senza pediatra di libera scelta in Sicilia e definendo la situazione «drammatica e non più tollerabile». In province come Catania, secondo l’esponente autonomista, molti medici avrebbero già raggiunto il limite massimo di assistiti, costringendo le famiglie a rivolgersi ai privati.

Al centro delle polemiche anche la decisione di innalzare il tetto degli assistiti per medico da 850 a 950. Faraoni ha difeso la misura, spiegando che si tratta di un accordo raggiunto con i pediatri stessi nell’ambito dell’integrativo regionale, che ha permesso di mantenere la copertura del servizio in attesa delle nuove assegnazioni e che garantisce ai professionisti anche un vantaggio economico.

Ora la parola passa ai cento pediatri convocati. La loro risposta determinerà se la Sicilia riuscirà davvero a voltare pagina, assicurando a tutti i bambini un medico vicino casa.

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