Muore a 51 anni il prof di sostegno Piero Provenzano: a Bagheria si piange un docente che credeva davvero nell’inclusione

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Il mondo della scuola bagherese piange la scomparsa di Piero Provenzano, insegnante di sostegno del liceo ginnasio “Francesco Scaduto” di Bagheria. Originario di Corleone, Provenzano si è spento prematuramente a soli 51 anni dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia.

Più che un docente, per gli studenti che ha accompagnato nel corso della sua carriera era un punto di riferimento umano prima ancora che professionale. Capace di ascoltare senza giudicare, di incoraggiare nei momenti difficili e di sostenere chi aveva bisogno di una guida, Provenzano aveva trasformato il proprio lavoro in una vera e propria missione di vita. La sua dedizione all’inclusione scolastica, unita a una sensibilità fuori dal comune, lo aveva reso una figura benvoluta e rispettata dall’intera comunità: colleghi, studenti e famiglie lo ricordano con affetto sincero e con quella gratitudine che si riserva a chi lascia un segno duraturo.

**Il saluto della dirigente scolastica**

A dare voce al dolore collettivo è stata la dirigente scolastica Carmen Tripoli, che con parole toccanti ha voluto rendere omaggio al professore e stringersi attorno ai suoi cari. «Oggi tutta la nostra comunità scolastica è attraversata da un grande dispiacere», ha dichiarato la preside. «La scuola perde un esempio luminoso di professionalità e dedizione, e un amico leale e generoso».

Tripoli ha rivolto un pensiero commosso alla famiglia di Provenzano — la madre, il fratello e il figlio — promettendo che il suo ricordo non si spegnerà con lui. «A loro va il mio abbraccio più sincero e riconoscente. Promettiamo che la memoria del Professore continuerà a vivere nei gesti quotidiani di inclusione e attenzione verso l’altro che lui ci ha insegnato, con semplicità e coerenza. Il suo esempio resterà per noi un impegno: custodire e rinnovare ogni giorno quella stessa umanità che ha saputo donare senza riserve».

Una perdita che lascia un vuoto difficile da colmare, ma anche un’eredità morale che l’istituto bagherese si impegna a onorare.

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