Corruzione e fondi regionali: arrestato il deputato regionale Michele Mancuso

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Un nuovo terremoto giudiziario colpisce l’Assemblea Regionale Siciliana. Michele Mancuso, deputato regionale di Forza Italia, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Caltanissetta su una presunta gestione illecita di finanziamenti pubblici. L’ordinanza, richiesta dai magistrati guidati dal procuratore Salvatore De Luca, coinvolge in totale sei persone.

Secondo l’impianto accusatorio, Mancuso avrebbe intascato una somma di 12mila euro, versata in tre distinte tranche. Il denaro sarebbe servito a facilitare l’erogazione di 98mila euro di fondi regionali a beneficio dell’associazione “Gentemergente”, destinati alla realizzazione di eventi e spettacoli nel territorio nisseno. Oltre al deputato, la misura dei domiciliari è stata applicata anche a Lorenzo Gaetano Tricoli, indicato dagli inquirenti come il mediatore dell’operazione.
Per quanto riguarda i vertici dell’associazione coinvolta — Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli — il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercizio di attività d’impresa per la durata di dodici mesi.

Un punto centrale dell’ordinanza riguarda la qualificazione giuridica del reato. Sebbene la Procura avesse inizialmente ipotizzato la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, il GIP ha riqualificato l’accusa ai sensi dell’articolo 318 del codice penale. Il reato contestato riguarda ora il pubblico ufficiale che riceve indebitamente denaro o altre utilità per l’esercizio delle proprie funzioni.

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