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Addio al reddito di cittadinanza? La politica pensa a un referendum per abrogarlo

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Il Reddito di cittadinanza è a rischio? Dovremmo dire addio al reddito di cittadinanza? Fatto sta che un referendum potrebbe mettere in seria discussione il provvedimento contro la povertà voluto dal Movimento 5 Stelle. Quelle che sembrano al momento solo voci di corridoio potrebbero diventare uno spauracchio per le centinaia di migliaia di famiglia siciliane e italiane che godono del reddito di cittadinanza.

Il referendum per annullare il reddito

La misura sarebbe nel mirino di alcuni gruppi politici che non vedono di buon occhio il RdC, creato per dare un impulso all’economia del Paese e per combattere la povertà dilagante. Ora il reddito di cittadinanza è al centro di un aspro dibattito politico che potrebbe sfociare in un referendum popolare per il suo annullamento. Il RdC potrebbe dunque essere abrogato dal referendum popolare.

I partiti che vogliono abrogarlo

“Tra i contenuti su cui dobbiamo puntare secondo me c’è anche la proposta di indire dei referendum per abrogare leggi sbagliate come il reddito di cittadinanza”, avrebbe detto Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, nel corso di una riunione del gruppo. Un altro gruppo di centro destra starebbe pensando di dare un taglio al RdC. È il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia. La politica avrebbe definito “follia il reddito di cittadinanza”. A sostegno della tesi del referendum potrebbe schiararsi anche la Lega di Matteo Salvini che aveva espresso forti dubbi sul provvedimento anche al momento dell’approvazione al Governo.

Diverso è invece il pensiero del Partito Democratico che ora si trova a governare l’Italia. I Dem ora, per stare in pace con il Movimento 5 Stelle si schiererebbero contro il paventato referendum per l’abrogazione del reddito di cittadinanza ma potrebbero propendere per alcune modifiche alla legge. Il governo Conte pare intenzionato a confermare il Reddito di cittadinanza anche per il 2020.

Saranno l’andamento dell’economia e i dati finanziari dei prossimi mesi a dettare l’agenda politica del Governo in materia di RdC.

Intanto arrivano le prime novità del 2020.

Per il reddito di cittadinanza 2020 ci sono varie e diverse novità.

La prima novità riguarda le nuove cause per richiere l’Isee corrente 2020 che diventano più estese ed alternative tra loro: se uno dei componenti della famigllia perde il lavoro e se uno dei componenti della famigllia perde un trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef e se c’è una riduzione dei redditi del 25%, un’eventualità che può ricorrere in numerosi casi. Con questa modifica si consente ai neo disoccupati di richiedere subito il RdC.

La seconda novità decreto Crescita riguarda il calcolo dell’ISEE.

Si introduce sempre dal 1° gennaio 2020, la cd. doppia opzione di calcolo ISEE. Ciò significa che in base a quanto previsto dal testo decreto Crescita, il calcolo dell’Isee ordinario potrà essere effettuato in base ai redditi di due anni precedenti o dell’anno precedente. La nuova norma quindi risolve il problema per quei richiedenti di Reddito di cittadinanza che risultavano occupati nel 2017 ma disoccupati nel 2018 e che pertanto erano esclusi dal beneficio perché l’ISEE 2019, prendeva come riferimento solo i redditi e patrimoni del 2017.

La terza novità riguarda il Reddito di cittadinanza Legge di Bilancio 2020. Con la nuova Legge di Bilancio 2020, il governo giallorosso, ha già confermato che il Reddito di cittadinanza 2020 ci sarà ma che potrebbe inserire delle modifiche alla normativa. Tra le modifiche al vaglio del governo Conte bis con la Legge di Bilancio 2020, c’è: la sospensione temporanea del sussidio qualora vi fosse l’instaurazione di contratti a termine brevi. Il sussidio RdC verrebbe, pertanto, sospeso per tutta la durata del contratto e poi ripreso al termine dell’esperienza lavorativa. Una sorta quindi di stop and go.

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2 Commenti

  1. Anche Noi cittadini stiamo pensando un referendum per abrogare tutti i benefici dei parlamentari e di prendere il gettone di presenza ovviamente di abrogare i vitalizi .
    Dopo che parlamentari eletti si revocano tutti i benefici e vitalizi possono revocare il RDC.

  2. Il RDC così com’è non va proprio….. Pensare che un povero artigiano/commerciante deve versare circa 43 lunghi e infiniti anni di contribuzione, (sempre che ci arrivi) ed avere un’età di 66/67 anni di età per ottenere un importo di 800,00€ mensili, pari all’importo del reddito di cittadinanza di una persona che non ha mai versato nulla all’INPS è una roba da matti.

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