Con il reddito di cittadinanza aumentano le persone che si licenziano. Lo dicono i dati Istat. L’istituto di Statistica ha fatto la fotografia al mercato del lavoro in Sicilia.

Così c’è chi preferisce stare a casa e beneficiare del reddito di cittadinanza piuttosto che andare a lavorare e percepire il medesimo salario.

L’istituto di statistica dice che nel secondo trimestre del 2019 l’occupazione è aumentata e la disoccupazione è diminuita in tutto il Paese, ma non al Sud. Un fatto collegabile al reddito di cittadinanza.

Grazie al beneficio sono numerosi gli occupati che avrebbero rinunciato al lavoro per percepire prima l’assegno della Naspi, la disoccupazione, e aspettare il periodo di legge per presentare la domanda di Reddito. Sono più tanti quelli che sarebbero passati in nero per guadagnare sia dal reddito, sia dal lavoro.

Due tipi di “flussi” che giustificherebbero l’anomalia del calo di occupazione e aumento della disoccupazione nel solo Sud, dato che la maggiore quota di beneficiari vive in Sicilia e in Campania.

Per il secondo trimestre, secondo il Ministero del Lavoro, si è registrato un aumento delle assunzioni in tutto il Paese, anche a tempo indeterminato, ma prevalentemente nel solo comparto dei servizi.

In Sicilia, invece, se nel periodo gennaio-marzo il flusso di comunicazioni era stato in linea con i periodi precedenti (162.530 contrattualizzati contro 93.003 licenziati, con un saldo positivo per l’occupazione di 69.527 unità), nel secondo trimestre, a fronte di un lievissimo aumento di contrattualizzati, 177.504, si è registrato un boom di licenziati, 145.776. Il saldo si è così dimezzato, crollando a 31.728 soggetti. La differenza, circa 40mila soggetti, potrebbe coincidere con beneficiari del Rdc.

In sostanza il reddito di cittadinanza è stata una manna da cielo per i fannulloni e ora ci sono parecchie aziende che non riescono a trovare lavoratori a causa del reddito di cittadinanza.

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