Si è spento a Palermo il maestro Gabriele Ferro, direttore d’orchestra e direttore musicale onorario a vita del Teatro Massimo. Il 15 novembre avrebbe compiuto 89 anni. I funerali si terranno sabato 31 ottobre alle 10 nella chiesa di Santa Lucia, in via Enrico Albanese.
Il podio del Massimo, ancora l’11 ottobre
Nemmeno un mese fa il maestro era tornato a dirigere nel teatro palermitano che lo aveva nominato direttore musicale onorario a vita: lo scorso 11 ottobre era salito di nuovo sul podio. Nel corso della sua carriera aveva guidato orchestre in molti teatri d’Europa e del mondo.
Cosa lascia Ferro a Palermo?
A ricordarlo per primo è il sindaco Roberto Lagalla, che parla di un vuoto per la musica e per la vita culturale della città: “La scomparsa del maestro Gabriele Ferro lascia un grande vuoto nel mondo della musica e nella vita culturale della nostra città”. Il primo cittadino sottolinea il legame costruito dal maestro con Palermo e con il Massimo, “un rapporto fondato su una straordinaria sensibilità artistica e su un autentico amore per la musica”, tanto forte da portare il teatro a conferirgli il titolo di direttore musicale onorario. Lagalla porge infine “alla sua famiglia e a quanti hanno condiviso con lui un percorso umano e artistico” il proprio “più sincero cordoglio”.
Il ricordo di chi ha suonato con lui
Il cordoglio arriva anche dall’assessore alla Cultura Antonio Rini, che sceglie di ricordare il maestro prima di tutto da musicista: “Ho avuto il privilegio di suonare con lui e so quanto certi incontri vadano oltre la musica, lasciando un segno che nessuno spartito riesce a raccontare fino in fondo”. Rini dice di custodire con affetto quell’esperienza condivisa.
Dentro la musica, oltre la partitura
Parole di stima anche dal sovrintendente del Massimo, Marco Betta, che di Ferro ricorda “la capacità di abitare la musica dall’interno”, di cogliere dietro ogni suono la trama di intenzioni, emozioni, architetture e silenzi che formano il linguaggio di un compositore. Betta parla di un musicista che ha attraversato la storia della musica con una curiosità inesauribile per il mistero della creazione artistica, capace di trasformare la conoscenza in immaginazione e l’immaginazione in una nuova forma di conoscenza.
Per Palermo e per il suo teatro lirico resta, come ricordato dalle istituzioni cittadine, una traccia profonda nella storia del Massimo.

