Il bimbo caduto da un palco a Patti Marina è stato dimesso dal Policlinico

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Cinque anni, una bicicletta e un palco da cui è precipitato. Dopo giorni sospesi tra paura e speranza, Andrea ha lasciato il Policlinico di Messina ed è tornato a casa.

L’annuncio lo ha dato il padre, Simone, con un post su Facebook scritto anche a nome della moglie Chiara: «Oggi abbiamo vinto la nostra battaglia più grande. Oggi torniamo a casa».

Dal palco di Patti Marina all’elisoccorso

Il bambino era in sella alla sua bicicletta quando, secondo la ricostruzione, è finito giù da un palco allestito per un evento sportivo, nella piazzetta dei Marinoti, sul lungomare di Patti Marina. La caduta risale al 3 ottobre.

I primi soccorsi sono arrivati all’ospedale Barone Romeo di Patti. Viste le condizioni critiche, Andrea è stato poi trasferito in elisoccorso e in codice rosso al Policlinico di Messina, dove nella notte è stato operato per un’emorragia cerebrale. La prognosi è rimasta riservata per diversi giorni.

I primi segnali di ripresa dal 6 ottobre

La svolta è arrivata a partire dal 6 ottobre. Da quel giorno i segnali sono stati incoraggianti: il piccolo è stato estubato e i medici hanno giudicato buone le sue risposte agli stimoli.

Il racconto del papà: la sala d’attesa e le preghiere

Nel suo messaggio Simone ha ripercorso giorni che, scrive, hanno cambiato per sempre la vita della famiglia. Ha descritto la sala d’attesa del reparto, una stanza dipinta con unicorni, zebre, scimmiette e un leoncino, e l’attesa dietro una porta a vetri, in attesa del permesso di entrare. «5 minuti… che in quei momenti diventano tutto il mondo».

Dentro quei pochi minuti c’era il respiro del figlio a cui aggrapparsi e una croce di Medjugorje stretta nella mano sinistra, mentre pregava per un miracolo.

Il papà di Andrea ha poi ricordato la vicinanza ricevuta: «Da ogni parte d’Italia sono arrivate preghiere, messaggi, pensieri, parole di conforto e gesti d’affetto». Un sostegno arrivato anche da persone mai incontrate, che a suo dire ha aiutato la famiglia a resistere nei momenti più bui.

Un ringraziamento particolare è andato a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario che ha seguito il bambino «accompagnandoci in questo percorso terribile con professionalità, dedizione e umanità». E poi a chiunque abbia rivolto una preghiera per quello che Simone chiama il suo «piccolo guerriero».

Il messaggio si chiude con uno sguardo al futuro: «Da oggi guarderemo tutto con occhi diversi. Daremo un valore nuovo a ogni abbraccio, a ogni risata, a ogni capriccio, a ogni piccolo momento della quotidianità che prima poteva sembrare scontato».

Per Andrea e per i suoi genitori comincia adesso il ritorno alla vita di tutti i giorni, quella che, nelle parole del padre, da oggi avrà un valore nuovo.

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