Diciannove misure cautelari e interdittive sono state eseguite a Palermo dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema di corruzione legato ai certificati necroscopici per i decessi avvenuti in casa. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura e riguarda altrettante persone: diciassette referenti di imprese funebri e due medici legali dell’Asp.
Per i rappresentanti delle agenzie di onoranze funebri il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai due camici bianchi dell’Azienda sanitaria provinciale, uno dei quali oggi in pensione, è stata invece imposta la sospensione per un anno dal pubblico servizio o dalla professione. Le misure sono scattate questa mattina, mercoledì 30 settembre, a opera della Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile.
Denaro in cambio di certificati: l’ipotesi degli investigatori
Secondo la ricostruzione degli agenti, titolari e referenti delle ditte funebri si sarebbero presentati nelle prime ore del mattino davanti alle abitazioni dei due medici, consegnando somme di denaro. In cambio avrebbero ottenuto i certificati indispensabili per le autorizzazioni comunali al trasporto, all’inumazione e alla cremazione delle salme.
Stando all’ipotesi investigativa, i documenti venivano rilasciati a vista, senza gli accertamenti medico-legali richiesti. Tra le carte finite sotto la lente compaiono anche i nulla osta igienico-sanitari per il trasporto delle salme da un Comune all’altro e le certificazioni necessarie alla cremazione. Per queste ultime sono previsti controlli specifici, anche per escludere che il decesso sia riconducibile a una morte violenta.
Intercettazioni, reati contestati e sequestro
L’indagine è partita nel 2024 sotto il coordinamento della Procura di Palermo. Per documentare i presunti episodi gli inquirenti hanno fatto ricorso a intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. A vario titolo, agli indagati vengono contestati episodi di corruzione e di falso ideologico.
Nei confronti dei due medici è stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle somme ritenute il profitto delle presunte condotte corruttive.
La terza inchiesta sulle onoranze funebri
Quella di oggi è la terza indagine condotta dalla Squadra Mobile di Palermo sulla corruzione nel settore delle onoranze funebri. Le precedenti riguardavano i decessi avvenuti al Policlinico Universitario e all’ospedale Cervello. Per quest’ultimo filone sono già stati notificati 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti imprenditori funebri palermitani.
Si tratta di ipotesi accusatorie, che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.
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