Gasolio a 2,39 euro, i trattori invadono la statale: Sicilia in rivolta

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La Sicilia dei carburanti alle stelle scende in piazza, o meglio in strada. Dalle 8 di questa mattina, lunedì 28 settembre, una colonna di trattori ha iniziato a muoversi a passo d’uomo lungo la statale Agrigento-Palermo, primo atto di una mobilitazione che nelle prossime settimane potrebbe allargarsi a camionisti, tassisti e pescatori. Il presidio agricolo, secondo quanto annunciato, andrà avanti almeno fino alle 14.

A guidare la protesta è Agrisat, l’associazione che ha come punto di riferimento Franco Calderone. Al suo fianco, nell’organizzazione della giornata, c’è Salvatore Petrotto, componente del direttivo provinciale di Agrigento. Gli agricoltori hanno scelto un’azione dimostrativa e visibile: niente blocchi improvvisi, ma una marcia lenta che porta i mezzi da lavoro sull’asse stradale che collega due dei capoluoghi dell’Isola.

Gasolio a 2,39 euro: il peso dei rincari sul settore agricolo

All’origine della mobilitazione c’è il costo del carburante, che oggi in Sicilia ha raggiunto livelli molto alti. I dati consultabili sul portale Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un gasolio self service che viaggia in media intorno a 2,39 euro al litro. La benzina, sempre in modalità self, si colloca poco sopra i 2,17 euro.

Per chi lavora la terra, il gasolio non è una voce marginale del bilancio. Trattori, mietitrebbie e mezzi per il trasporto dei prodotti dipendono da un carburante che, quando sale, incide direttamente sui margini di un comparto già alle prese con costi elevati. È da qui che nasce la scelta di portare la protesta su una strada statale, dove il messaggio arriva a un pubblico molto più ampio di quello dei campi.

La manifestazione di oggi, dunque, non nasce dal nulla. Rappresenta il primo passaggio concreto di un malcontento che covava da tempo e che, come è emerso nelle ultime settimane, si sta estendendo ad altre categorie professionali che dell’autotrazione e della navigazione fanno il proprio strumento di lavoro.

Camionisti, taxi e pescatori: le altre proteste in calendario

Gli agricoltori non sono gli unici a essersi mossi. In Sicilia sono già state annunciate da tempo le proteste degli autotrasportatori, previste per il mese di ottobre e quindi ormai a ridosso. Si tratta di una categoria per cui il costo del gasolio pesa in modo determinante su ogni singolo viaggio.

Sul fronte marittimo, a incrociare le braccia saranno anche i pescatori. La mobilitazione riguarda sia quelli siciliani sia quelli calabresi, e prevede uno stop delle attività nello Stretto di Messina, uno dei tratti di mare più trafficati e più strategici del Mediterraneo centrale.

C’è poi il capitolo dei taxi. Lo sciopero riguarda l’intero panorama nazionale della categoria, che è pronta a fermarsi qualora non dovesse arrivare un incontro con le istituzioni. In Sicilia l’adesione sarà coordinata sotto la sigla Unica Taxi, insieme a Filt Cgil e Uiltrasporti. Anche in questo caso, dunque, il fermo non è ancora certo: dipenderà dalla risposta che i tassisti riceveranno dai tavoli istituzionali.

Cosa può succedere nei prossimi giorni

Il quadro che si delinea è quello di una protesta a più voci, con tempi e modalità diverse ma con un filo comune: il prezzo dei carburanti. Per ora l’unico appuntamento già in corso è quello dei trattori sulla statale Agrigento-Palermo, che dovrebbe concludersi nel primo pomeriggio. Gli altri fermi restano legati ai calendari annunciati dalle rispettive categorie, oppure, nel caso dei taxi, all’esito del confronto con le istituzioni.

Chi deve spostarsi lungo l’asse tra Agrigento e Palermo nella mattinata di oggi dovrà mettere in conto rallentamenti dovuti al passaggio dei mezzi agricoli a bassa velocità. Per seguire l’andamento dei prezzi alla pompa, i valori medi regionali restano consultabili in tempo reale sul portale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT.

La sensazione, al momento, è che la giornata di oggi sia soltanto il primo di una serie di appuntamenti. Con il carburante che continua a viaggiare su cifre così elevate e con più categorie pronte a fermarsi, il tema dei costi energetici è destinato a restare al centro del dibattito siciliano nelle prossime settimane.

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