Vincenzo Geluso, ex sindaco di San Cipirello, otterrà un risarcimento per l’ingiusta detenzione subita nel 2020. Lo ha stabilito la terza sezione penale della corte d’appello di Palermo, condannando il ministero delle finanze a versare l’indennizzo per il periodo trascorso agli arresti domiciliari, nonostante l’opposizione dell’avvocatura dello Stato che aveva chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso.
L’arresto e le accuse
La vicenda giudiziaria di Geluso, assistito dall’avvocato Giada Caputo, risale al marzo 2020, quando il gip dispose la misura cautelare su richiesta della procura. All’ex amministratore veniva contestato di aver manomesso la documentazione inviata dal Comune alla Regione per partecipare a un bando destinato al finanziamento di progetti legati al recupero di beni sottratti alla mafia, con le accuse di falsità in atti pubblici e truffa aggravata.
Le indagini difensive e l’assoluzione
A ribaltare il quadro accusatorio sono stati gli accertamenti condotti dalla difesa, che hanno dimostrato come la trasmissione telematica della documentazione rendesse di fatto impossibile qualsiasi alterazione successiva. Il processo, durato oltre tre anni, si è concluso con l’assoluzione piena dell’ex sindaco, aprendo così la strada alla richiesta di indennizzo per i 15 giorni trascorsi ai domiciliari, oggi accolta dai giudici d’appello.
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