Rissa e colpi d’arma da fuoco sul lungomare di Cefalù: nove persone sono state deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese al termine delle indagini condotte dalla Stazione Carabinieri di Cefalù sui disordini della notte del 23 agosto 2026.
I denunciati, tra i 19 e i 54 anni, dovranno rispondere a vario titolo di rissa e lesioni personali. Tra loro figurano cinque residenti nel comune madonita.
Il fascicolo nasce dai disordini scoppiati sul Lungomare Giardina, in prossimità di un locale della movida cefaludese, dove un diverbio tra più persone è degenerato in una violenta colluttazione. Durante gli scontri qualcuno ha esploso un colpo di arma da fuoco, gesto che ha ulteriormente allarmato i presenti. A intervenire sono stati i carabinieri, impegnati proprio in quelle ore in un servizio di controllo del territorio, che sono riusciti a riportare la calma, mettere in sicurezza le persone coinvolte e avviare i primi rilievi.
Le successive indagini hanno permesso di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e di risalire all’identità dei nove presunti coinvolti nella zuffa. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di individuare chi avrebbe materialmente esploso il colpo in aria: si tratterebbe di un residente della zona, a cui vengono contestati anche il porto e l’uso illegale dell’arma.
Sequestrata la pistola scacciacani
L’arma utilizzata, una scacciacani priva del previsto tappo rosso identificativo, è stata ritrovata e sequestrata dai militari sul tetto dello spogliatoio di uno stabilimento balneare situato a breve distanza dal luogo della rissa. Insieme alla pistola è stato recuperato anche un bossolo calibro 9 a salve, già esploso.
Seguici su Google News — clicca la stellina ★ per seguirci
Aggiungi DirettaSicilia come fonte preferita su Google

