I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa al rialzo e si avvicinano pericolosamente ai picchi record toccati nel 2022, quando l’invasione russa dell’Ucraina fece impennare le quotazioni del petrolio. Secondo i dati diffusi oggi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, sia la benzina che il diesel hanno registrato un nuovo aumento rispetto alla rilevazione di ieri.
Sulla rete stradale la benzina si attesta in media a 2,039 euro al litro, contro i 2,027 euro del giorno precedente, mentre in autostrada il prezzo sale a 2,124 euro (2,110 ieri). Ancora più marcato il rincaro sul gasolio, che raggiunge 2,147 euro sulle strade ordinarie (2,131 ieri) e 2,221 euro in autostrada (2,206 ieri). Per un termine di paragone, nella settimana del 14 marzo 2022, in piena crisi petrolifera legata al conflitto ucraino, la benzina si aggirava intorno ai 2,184 euro al litro.
Bolzano, Calabria e Sicilia le zone più care
Consultando le tabelle dell’Osservatorio prezzi, emerge che la provincia più colpita dai rincari è quella di Bolzano, dove il gasolio ha raggiunto 2,195 euro e la benzina si attesta a 2,077 euro. A ruota seguono la Calabria, con il diesel salito a 2,172 euro e la benzina a 2,064 euro, e la Sicilia, dove il gasolio tocca 2,198 euro e la benzina 2,052 euro.
A rendere la situazione ancora più critica è la scadenza, fissata al 5 settembre, dello sconto di 17 centesimi sul gasolio: la sua eliminazione potrebbe spingere i prezzi fino a sfiorare i 2,30 euro al litro.
Il governo verso una proroga ponte
Per evitare l’impennata, l’esecutivo starebbe valutando di prorogare lo sconto ancora per pochi giorni, attraverso un intervento ponte basato sul meccanismo delle accise mobili, da attivare con un decreto ministeriale congiunto tra Mef e ministero dell’Ambiente. I tecnici sono già al lavoro sul provvedimento, ma la durata effettiva della proroga resta legata ai dati sull’extragettito Iva di agosto, non ancora consolidati.
Come termine di riferimento, i circa 20 milioni raccolti a luglio erano bastati a coprire la precedente proroga, limitata a soli due giorni, il 25 e il 26 agosto. Rimane invece rinviato l’intervento più strutturale, quello relativo agli aiuti selettivi, per il quale è ancora necessario raggiungere un’intesa politica.
Fonte: LaPresse
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