A Palermo c’è una strada che, quando cala la sera, diventa un terreno di rischio quotidiano per chi la percorre a piedi. È corso Calatafimi, una delle arterie più trafficate della città, dove la scarsa illuminazione pubblica sta trasformando ogni attraversamento pedonale in una scommessa.
Il problema, segnalato da residenti e automobilisti, è tanto semplice quanto grave: i punti luce presenti lungo il corso non garantiscono una visibilità sufficiente. Chi guida fatica a distinguere in tempo la sagoma di un pedone che si accinge ad attraversare, soprattutto in prossimità delle strisce pedonali meno illuminate o nei tratti dove i pali della luce risultano più distanziati. Il risultato è che frenate improvvise, rallentamenti bruschi e situazioni di pericolo sfiorato sono diventati all’ordine del giorno.
Corso Calatafimi non è una via qualsiasi: si tratta di un asse di scorrimento ad alta densità di traffico, che collega il centro città alle zone periferiche e che nelle ore serali vede un flusso costante di veicoli. Proprio per questa ragione, gli standard di illuminazione dovrebbero essere calibrati sul livello di rischio reale della strada, tenendo conto sia del volume di traffico veicolare sia della presenza di attraversamenti pedonali. Una carreggiata poco illuminata, su un percorso di questo tipo, amplifica in modo significativo la probabilità di incidenti, perché riduce i tempi di reazione degli automobilisti e la percezione degli ostacoli in movimento.
A complicare ulteriormente lo scenario contribuiscono altri fattori che si sommano al deficit di visibilità. La sosta in doppia fila, ormai una consuetudine su corso Calatafimi, restringe la carreggiata e costringe gli automobilisti a manovre di scarto improvvise, spesso proprio in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. A questo si aggiunge la circolazione di moto e monopattini o scooter elettrici privi delle autorizzazioni previste, mezzi che si muovono con maggiore rapidità e minore visibilità rispetto alle automobili, aumentando ulteriormente il margine di imprevedibilità per chi cammina sul marciapiede o si accinge ad attraversare.
Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, sarebbe forse sufficiente a giustificare un allarme. Ma la loro combinazione — buio, doppie file e veicoli irregolari in circolazione — crea una condizione di pericolo diffuso che ricade principalmente sui pedoni, la categoria più vulnerabile nella gerarchia della sicurezza stradale. È una situazione che richiederebbe un intervento su più fronti: un potenziamento dei punti luce lungo l’intero tratto, controlli più assidui sulla sosta selvaggia e un’azione di contrasto ai mezzi elettrici non autorizzati che circolano senza le dovute verifiche.
Nell’attesa di interventi strutturali, restano gli automobilisti e i pedoni a fare i conti, ogni sera, con una strada che dovrebbe essere sicura e che invece, al calare del sole, si trasforma in un percorso a ostacoli.
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