Due mesi dopo la tragedia che le è costata la vita, una lapide sulla Ss 186 ricorda ora il punto esatto in cui Mirela Nicoleta Rusu è stata travolta e uccisa mentre pedalava lungo la statale tra Pioppo e Monreale. La cerimonia di benedizione si è svolta ieri mattina, proprio sul luogo dell’incidente avvenuto lo scorso 21 giugno.
Nicoleta, ciclista di origini rumene, stava rientrando da un’uscita di allenamento amatoriale quando, al chilometro 12,400 della statale, un’automobile ha effettuato un sorpasso vietato oltrepassando la striscia continua di mezzeria. La donna, che procedeva sulla carreggiata opposta, si è trovata improvvisamente il veicolo di fronte, senza alcuna possibilità di scampo. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso immediato.
Un allenamento in vista della Granfondo, insieme al compagno
Nicoleta non era sola quella mattina. Pedalava accanto al compagno di vita e di bicicletta, Andrea Calandra, e a un altro socio della loro associazione ciclistica, la Asd Sport Nutrition. Calandra è rimasto illeso, mentre il terzo ciclista ha riportato ferite.
La donna si stava preparando per la Granfondo delle Ceramiche, gara in programma pochi giorni dopo, il 28 giugno, a Santo Stefano di Camastra: una competizione amatoriale molto seguita in Sicilia, che richiama ogni anno appassionati di ciclismo da tutta l’isola.
La cerimonia sul luogo della tragedia
A officiare il momento di preghiera è stato padre Nicola Napoli, davanti ai familiari della vittima, arrivati sul posto e visibilmente sopraffatti dal dolore. Non è mancata la partecipazione di conoscenti, compagni di squadra della Asd Sport Nutrition e una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Monreale.
Tra i presenti, il più provato è apparso proprio Andrea Calandra, tornato per la prima volta su quella statale dopo l’incidente: «Tornare su quella statale dopo due mesi dall’incidente è stato psicologicamente difficilissimo», ha raccontato a margine della cerimonia.
L’appello del compagno: «Più sensibilizzazione, per non morire invano»
Calandra ha voluto lanciare un messaggio a chi percorre ogni giorno le strade siciliane, spesso teatro di sorpassi azzardati e incidenti che coinvolgono ciclisti: «Troppe persone continuano a perdere la vita in strada», ha detto, augurandosi che episodi come questo possano «far aumentare la sensibilizzazione al codice della strada».
La lapide sulla Ss 186 resta ora lì, tra Pioppo e Monreale, a ricordare non solo Nicoleta, ma anche il rischio quotidiano che centinaia di ciclisti amatoriali affrontano sulle strade extraurbane dell’isola, spesso prive di piste dedicate e percorse da traffico veloce.
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