Palermo, revocato sequestro da 700 mila euro all’imprenditore Piraino

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Importante svolta giudiziaria nella complessa vicenda che vede coinvolto Giuseppe Piraino, l’imprenditore edile palermitano noto per il suo impegno antiracket. I magistrati del Tribunale di Palermo hanno disposto il dissequestro immediato di tutte le somme e i beni immobili – per un valore stimato di circa 700 mila euro – che erano stati recentemente sottoposti a blocco cautelare da parte della Guardia di Finanza.

Il collegio dei giudici ha accolto il ricorso della difesa, stabilendo che il sequestro sarebbe stato “illegittimo e infondato”. Cade così uno dei pilastri dell’ultimo filone investigativo: secondo quanto accertato dai magistrati, infatti, le somme in questione non sarebbero mai state drenate dal conto corrente della Mosina costruzioni, l’azienda di cui Piraino era rappresentante legale.
Sollevato e fiducioso il commento a caldo dell’imprenditore, che ha accolto la decisione del riesame con fermezza: «Non ho mai dubitato della Giustizia», ha dichiarato Piraino, vedendo riconosciute le ragioni che aveva fin da subito espresso pubblicamente.

L’operazione delle Fiamme Gialle, ora annullata dal Tribunale, si innesta in un’indagine più ampia della Procura di Palermo su una presunta truffa aggravata legata ai bonus edilizi (in particolare il “bonus facciate”) e all’indebita compensazione di crediti inesistenti, per un ammontare complessivo originario di oltre 3,5 milioni di euro. Nell’aprile del 2026, a seguito di un pronunciamento della Corte di Cassazione, per l’imprenditore erano scattate anche alcune misure interdittive.

Successivamente, i finanzieri avevano eseguito il nuovo provvedimento da 700 mila euro, ipotizzando una distrazione di fondi societari (circa 280 mila euro) verso i conti della moglie e la schermatura di immobili all’interno di un trust. Accuse che Piraino aveva respinto con forza anche sui social, difendendo la trasparenza del proprio operato e l’estraneità della consorte: «Nessuno ha nascosto fondi o conti correnti per rubare soldi. Siamo solo vittime del sistema diabolico dei crediti, che ci ha impedito di compensare le tasse e finire i lavori», aveva sfogato l’imprenditore, ribadendo di aver messo immediatamente a disposizione della polizia giudiziaria tutta la documentazione contabile.

Giuseppe Piraino è una figura nota a Palermo: nel 2018, grazie all’uso di telecamere nascoste, aveva filmato e denunciato i propri estorsori, permettendo l’arresto di diversi esponenti del mandamento mafioso locale nell’ambito della celebre operazione “La nuova cupola”. Oggi, la decisione del Tribunale di Palermo di restituirgli immediatamente la disponibilità dei beni segna un punto cruciale a favore della difesa, ridisegnando i contorni dell’inchiesta in attesa del dibattimento.

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Gaetano Ferraro è il Direttore Editoriale di Direttasicilia.it. Laureato magistrale in Geologia, dal 2012 si occupa di informazione locale con un approccio rigoroso ai temi di politica siciliana, cronaca, economia, ambiente e cultura. Il suo background scientifico gli conferisce una competenza distintiva nella trattazione delle questioni ambientali e territoriali dell'isola.