Il gip di Firenze ha revocato l’obbligo di dimora a Corleone per la primogenita del defunto capo di Cosa nostra, in vigore da gennaio. La donna, 51 anni, resta indagata insieme al marito per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Cade così l’ultima misura restrittiva a carico di Maria Concetta Riina, figlia di Totò Riina, morto in cella il 17 novembre 2017. Il provvedimento arriva dopo che a gennaio la misura cautelare era già stata alleggerita: dal carcere, dove si trovava insieme al marito Antonio Ciavarello, all’obbligo di dimora nel paese natale del padre.
Ad accogliere la richiesta della difesa è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale toscano, che ha ritenuto ormai attenuate le esigenze cautelari alla luce della chiusura dell’inchiesta preliminare.
Riina e il marito restano comunque sotto indagine. L’ipotesi di reato è quella di estorsione aggravata dal metodo mafioso, in un caso che riguarda due imprenditori toscani. Secondo l’accusa, la coppia avrebbe tentato di imporre loro il pizzo sfruttando il peso del cognome e la fama criminale legata al clan corleonese.
Corleone resta il filo che lega tutta la vicenda familiare. È il paese d’origine di Totò Riina e dello stesso Ciavarello, ed è dove vive ancora oggi Ninetta Bagarella, vedova del boss e madre di Maria Concetta. Quest’ultima, come i tre fratelli, era nata a Palermo mentre il padre era latitante.
Resta da capire quali sviluppi avrà l’inchiesta ora che le indagini preliminari si sono chiuse.
Seguici su Google News — clicca la stellina ★ per seguirci
Aggiungi DirettaSicilia come fonte preferita su Google

