Un’anziana sarebbe morta per il troppo caldo in una stanza della casa di riposo dove avrebbe dovuto essere accudita. È solo uno degli episodi al centro dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha travolto tre strutture per anziani del nisseno, con undici persone finite nel registro degli indagati.
I magistrati hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di misure cautelari: tre richieste di arresti domiciliari per i vertici delle strutture e della società di assistenza, otto di obbligo di dimora per gli altri coinvolti.
L’inchiesta, coordinata dai carabinieri, era scattata nel giugno 2025 e ha messo sotto la lupa i responsabili delle case di riposo, parte del personale operativo e i referenti dell’azienda che forniva i servizi assistenziali agli ospiti.
Dalle indagini emerge un quadro fatto di condizioni igienico-sanitarie giudicate gravemente carenti negli ambienti in cui vivevano gli anziani. Non solo: secondo la ricostruzione degli investigatori, persone con patologie serie o fratture importanti sarebbero rimaste prive delle cure necessarie per diversi giorni.
Il caso più drammatico riguarda una donna morta dopo un malore che, secondo gli investigatori, sarebbe stato causato dal caldo eccessivo nella stanza in cui era ospitata. Trasferita in ospedale, l’anziana non ce l’ha fatta.
Gli inquirenti avrebbero accertato anche un altro aspetto critico: alcuni operatori avrebbero svolto mansioni di competenza infermieristica pur non avendo l’abilitazione professionale richiesta dalla legge.
Ora la decisione passa al GIP, che dopo gli interrogatori preventivi degli indagati stabilirà se accogliere le richieste della Procura.
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