Il caldo che ha stretto la Sicilia in una morsa negli ultimi giorni di giugno sta per cedere il passo. Tra giovedì 2 e venerdì 3 luglio è atteso il primo vero break estivo della stagione: le temperature scenderanno di circa 3°C rispetto alle medie del periodo, con possibili temporali che questa volta potrebbero non risparmiare nemmeno le coste, Palermo compresa.
Il picco del caldo: dove e quando si tocca il massimo
In questi ultimissimi giorni di giugno l’anticiclone subtropicale — il vasto campo di alta pressione di origine africana che periodicamente trasforma il Mediterraneo in un forno — ha spostato il proprio asse verso est, prendendo di mira l’Europa centrale, i Balcani e il nord Italia. La Sicilia ne risente di riflesso, con il termometro che raggiunge i valori più elevati soprattutto sui versanti meridionali dell’isola. Il picco è atteso fino a mercoledì.
Già da oggi, tuttavia, infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota sono sufficienti ad innescare temporali di calore pomeridiani sui rilievi centro-orientali della Sicilia: fenomeni localizzati e irregolari, ma capaci di attenuare almeno in parte l’afa nelle zone interne. Martedì questi temporali potranno farsi più diffusi e raggiungere anche intensità elevata.
La “goccia fredda”: cos’è e perché cambia tutto da giovedì
Il meccanismo che innescherà la svolta è di quelli classici della meteorologia estiva mediterranea. L’Anticiclone delle Azzorre — la struttura di alta pressione che si forma sull’omonimo arcipelago atlantico e che in estate tende a espandersi verso il continente europeo — si eleverà ulteriormente, aprendo la strada a un impulso di aria fresca di origine nord-atlantica in scorrimento verso i Balcani. Questo flusso andrà progressivamente a isolare una goccia fredda in
Il caldo non molla ancora, ma sulla Sicilia si apre una finestra che può cambiare il volto di questi primi giorni di luglio: tra giovedì 2 e venerdì 3 è atteso un calo delle temperature, accompagnato da una fase di instabilità che potrebbe spingersi oltre le sole aree interne e coinvolgere, se la traiettoria sarà confermata, anche parte delle coste, Palermo compresa.
Il passaggio più delicato resta quello immediato. Tra oggi e martedì, infatti, l’isola farà i conti con nuovi temporali pomeridiani, localmente anche intensi, favoriti da infiltrazioni d’aria un po’ più fresca in quota. I fenomeni dovrebbero concentrarsi soprattutto sui rilievi e nell’entroterra centro-orientale, dove il contrasto con la calura accumulata nelle ore centrali della giornata può innescare celle temporalesche rapide ma energiche.
Intanto il caldo raggiungerà il suo apice fino a mercoledì, con effetti più sensibili sui versanti meridionali della regione. La Sicilia resta dentro una fase dominata dall’anticiclone subtropicale, che in questi ultimi giorni di giugno ha spinto masse d’aria molto calde verso il Mediterraneo centrale, mentre Europa centrale, Balcani e parte del Nord Italia stanno vivendo temperature eccezionalmente elevate.
La svolta attesa da giovedì e il ruolo della “goccia fredda”
Il cambio di scenario prenderebbe forma da giovedì, quando una maggiore estensione dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord favorirebbe la discesa di un impulso di origine nord-atlantica verso i Balcani. Da questo movimento potrebbe isolarsi una goccia fredda in quota, cioè un nucleo di aria più fredda alle alte quote capace di rendere l’atmosfera più instabile anche in piena estate.
È proprio questo elemento a far crescere l’attenzione dei previsori. Se il nucleo instabile dovesse puntare con decisione verso l’Italia meridionale, la Sicilia potrebbe vivere il primo vero break estivo della stagione: meno caldo, più ventilazione e la possibilità di rovesci o temporali più diffusi rispetto a quelli tipici delle sole zone montuose.
Quanto scenderanno le temperature
Le indicazioni attuali convergono su una diminuzione termica entro venerdì. Il calo esatto resta da definire, ma i modelli indicano valori fino a circa 3 gradi sotto la media almeno fino al prossimo fine settimana. Non significherà uscire dall’estate, né assistere a un ribaltamento radicale della stagione: più semplicemente, dopo giorni afosi, l’isola potrebbe ritrovare per qualche giorno un clima meno opprimente.
Nel linguaggio meteorologico, il riferimento alla quota di 850 hPa serve proprio a leggere l’andamento delle masse d’aria a circa 1.500 metri di altitudine, un parametro molto usato per stimare l’evoluzione termica generale senza le distorsioni locali del suolo. Ed è lì che i segnali di flessione stanno diventando più netti.
Il nodo resta uno: i temporali arriveranno anche sulla costa?
La risposta, per ora, dipende dalla traiettoria finale del cavo d’onda in arrivo dal centro Europa e dalla sua eventuale evoluzione in una vera goccia fredda. Se l’assetto verrà confermato, aumenteranno le probabilità di temporali anche marittimi, quindi non limitati all’entroterra. È questo il dettaglio che nelle prossime ore farà la differenza tra un semplice ridimensionamento del caldo e una fase più movimentata anche per le aree costiere.
Per una regione come la Sicilia, dove in estate il mare tende spesso a stabilizzare l’atmosfera lungo i litorali mentre i rilievi interni accendono i temporali di calore, si tratterebbe di un passaggio meteo da seguire con particolare attenzione. I prossimi aggiornamenti serviranno a capire fin dove potrà spingersi questa parentesi più fresca e instabile nell’avvio del nuovo mese.
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