Quattro uomini sono finiti in manette a Palermo per l’incendio che lo scorso agosto ha distrutto il locale Farmacia Alcolica, in via Alloro. A eseguire l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip sono stati gli agenti della V sezione della squadra mobile, al termine di un’indagine costruita su telecamere di sorveglianza e intercettazioni telefoniche.
Per Giuseppe Terranova, 34 anni, e Vincenzo Romeo, 48 anni, è scattato il carcere. Benito Morana, 52 anni, è finito agli arresti domiciliari, mentre per Francesco Damiani, 61 anni, sono stati disposti l’obbligo di dimora e quello di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le accuse si differenziano in base al ruolo attribuito a ciascuno: Terranova risponde di incendio, estorsione e ricettazione; Romeo di incendio; Morana di ricettazione; Damiani di incendio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, dietro le fiamme che il 19 agosto 2024 hanno avvolto il locale ci sarebbe un regolamento di conti tutto interno al mondo della ristorazione palermitana. Gli inquirenti hanno scritto che, per quanto riguarda l’incendio del pub, il “mandante” ed istigatore dell’atto incendiario sia il 61enne, ex socio dell’attività commerciale, che avrebbe voluto vendicarsi con il titolare.
A materializzare il piano sarebbe stato Terranova, che secondo gli investigatori avrebbe appiccato personalmente le fiamme avvalendosi dell’aiuto di Romeo, indicato come esecutore materiale dell’azione.
A incastrare i quattro sono stati soprattutto gli impianti di videosorveglianza della zona, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire passo dopo passo il tragitto compiuto dall’auto a bordo della quale viaggiavano i presunti responsabili la notte del rogo. A questo si sono aggiunte le immagini delle telecamere di attività vicine, il sequestro di indumenti compatibili con quelli indossati la sera dell’incendio, alcuni dettagli fisici riconosciuti nei filmati e il contenuto di diverse conversazioni telefoniche captate dagli agenti.
Le indagini hanno fatto emergere un secondo episodio a carico di Terranova, questa volta legato all’estorsione. Il 34enne è accusato di aver preso parte a un meccanismo noto come “cavallo di ritorno”: una palermitana si era vista rubare l’auto, che le sarebbe stata restituita solo dopo il pagamento di una somma di denaro. Il veicolo sarebbe poi finito nelle mani di Terranova e Morana, motivo per cui entrambi devono rispondere anche di ricettazione.
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