Un grande squalo bianco nel Canale di Sicilia, ripreso in video a maggio nelle acque tra la costa siciliana e la Tunisia: l’avvistamento, già di per sé eccezionale, è diventato virale grazie alle immagini girate da Derk Remmers, sub volontario dell’organizzazione internazionale Ghost Diving, che al momento della comparsa dell’animale stava faticando a tenere ferme le mani sulla telecamera.
«Lo squalo era abbastanza vicino a noi. Quando cercavo di mettere in funzione la telecamera le mie dita tremavano» ha raccontato Remmers alla BBC. «È stato un momento davvero speciale».
Squalo bianco nel Mediterraneo: l’avvistamento durante la missione Ghost Diving
I sub facevano parte di una spedizione organizzata dalla Fondazione Healthy Seas con un obiettivo ben diverso: recuperare reti fantasma — attrezzi da pesca abbandonati sui fondali che continuano a intrappolare e uccidere la fauna marina — aggrovigliate attorno a un relitto sommerso. Invece di reti, si sono trovati davanti a uno dei predatori più rari del mare nostrum.
L’esemplare, ritenuto dagli esperti un maschio adulto, nuotava a molte miglia dalla costa. Gli scienziati escludono qualsiasi rischio per i bagnanti.
Specie a rischio estinzione: perché ogni avvistamento conta
Nel Mediterraneo il grande squalo bianco è ormai ai margini dell’estinzione: decenni di pesca eccessiva hanno decimato la popolazione, rendendo ogni segnalazione un evento di rilievo scientifico, anche se non del tutto isolato. I relitti sommersi nel Mediterraneo sono nel tempo diventati rifugi di biodiversità — pareti colonizzate da organismi marini, habitat stabili per specie che altrove non troverebbero riparo — e proprio per questo sono oggetto di studio e monitoraggio.
I conservazionisti sperano che le immagini spingano verso politiche più concrete: aree marine protette nelle acque mediterranee e misure efficaci contro l’abbandono degli attrezzi da pesca. Senza interventi, rischiano di scomparire anche gli ecosistemi che ancora riescono a ospitare predatori come questo.

