Un furgone fermato nella notte, sei tonni rossi a bordo e nessun documento che ne attestasse la provenienza. Il blitz della Capitaneria di porto di Trapani ha tolto dalla circolazione circa 800 chili di pesce che, oltre a essere privo di tracciabilità, si è rivelato anche pericoloso per la salute.
Il controllo è scattato tra martedì e mercoledì a Castelluzzo, nel territorio di San Vito Lo Capo, dove militari della Capitaneria e personale della Delegazione di spiaggia locale hanno intercettato il mezzo. A bordo mancava il BCD, la documentazione obbligatoria che certifica tracciabilità e provenienza del tonno rosso. Il conducente si è visto contestare una sanzione da 2.666,67 euro e il carico è stato immediatamente sottoposto a sequestro amministrativo.
Tonno non idoneo al consumo: il problema era anche nella catena del freddo
Gli esami dell’Asp di Palermo hanno restituito un quadro ancora più preoccupante. Nelle carni dei tonni è stata rilevata istamina in concentrazioni superiori ai limiti di legge, rendendo il prodotto non idoneo al consumo umano. Il pesce è stato quindi smaltito da una ditta specializzata in un centro autorizzato.

Stando alle prime verifiche, l’alterazione sarebbe stata causata dalle condizioni di trasporto: il furgone non era attrezzato per garantire il mantenimento della catena del freddo, fattore critico per un prodotto così deperibile.
L’operazione è parte dell’attività di controllo continua svolta dalla Guardia Costiera sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo, volta a tutelare le risorse ittiche, contrastare la filiera illegale e proteggere la salute dei consumatori. Non è la prima volta che il Trapanese finisce al centro di sequestri analoghi.

