Stasera il palco dell’Ariston avrà un sapore diverso. Alicia Keys, una delle voci più riconoscibili della musica mondiale, sarà superospite della terza serata del Festival di Sanremo. E non sarà una partecipazione qualunque: per la prima volta in assoluto, la cantautrice newyorkese canterà in italiano, su quel palco che per la musica del nostro Paese rappresenta il tempio sacro.
Al suo fianco ci sarà Eros Ramazzotti, che torna all’Ariston esattamente quarant’anni dopo la vittoria con “Adesso Tu”. I due interpreteranno dal vivo, in anteprima mondiale, il duetto su “L’Aurora” — uno dei brani più intimi del repertorio di Ramazzotti — nella versione in italiano e spagnolo contenuta nell’ultimo album “Una Storia Importante”.
Sangue siciliano, carattere mediterraneo
Quello che rende questa serata ancora più speciale è il legame profondo che Alicia Keys ha con la Sicilia. Un legame che non è folklore o trovata promozionale, ma storia di famiglia vera, fatta di valigie di cartone e traversate oceaniche.

Il suo nome completo è Alicia Augello Cook. Quel cognome nel mezzo, Augello, racconta tutto. Il nonno materno, Joseph Augello, nacque in Pennsylvania da genitori emigrati dal Sud Italia. Il padre di Joseph, Michelangelo Augello, era originario di Sciacca, nell’Agrigentino. La nonna, Maria Carmela Zaffina, arrivò negli Stati Uniti nel 1904 a soli cinque anni, partendo dalla Calabria insieme alla madre Rosa Scardamaglia, originaria di Lamezia Terme.
Una storia come tante altre di quell’epoca, quando centinaia di migliaia di siciliani e calabresi lasciarono tutto per cercare fortuna dall’altra parte dell’Atlantico. Con la differenza che da quella famiglia, qualche generazione dopo, è venuta fuori una delle artiste più premiate nella storia della musica contemporanea.
“Mi sento a casa appena scendo dall’aereo”
Alicia Keys non ha mai nascosto queste radici. Anzi, le ha sempre rivendicate con un orgoglio che va oltre la semplice curiosità genealogica. In un’intervista rilasciata al quotidiano “La Sicilia”, le sue parole non lasciavano spazio a dubbi: “Mi chiamo Alicia Augello Cook. Nelle mie vene scorre sangue italiano e il mio carattere è mediterraneo, non c’è dubbio. Sono un tipo creativo — scrivo musiche, testi, poesie, racconti, recito — e molto passionale, istintivo”.
Il ricordo più vivido legato alla Sicilia risale al 2004, quando si esibì al Teatro della Verdura di Palermo. Una serata che la stessa artista ha definito “la realizzazione di un sogno”. “Mi rendo conto di appartenere a questa terra appena scendo dall’aereo: mi sento a casa”, ha raccontato.
L’unico rimpianto, ha confessato, è non parlare italiano. La madre Teresa Augello le ha raccontato che i nonni, quando lei era piccola, parlavano tra loro in italiano proprio per non farsi capire. Così la lingua si è persa nel passaggio tra le generazioni, come è successo a milioni di famiglie italoamericane.
Stasera all’Ariston: “Cantare in italiano ha un altro livello di magia”
Ed è proprio per questo che l’esibizione di stasera assume un significato che va oltre lo spettacolo. Per Alicia Keys cantare in italiano sul palco di Sanremo è un modo per riannodare quel filo spezzato, per restituire qualcosa a una terra che sente sua anche senza averci mai vissuto.
“Cantare in italiano su questo palco iconico ha un altro livello di magia”, ha dichiarato alla vigilia della serata. “Non l’ho mai fatto prima d’ora. Ho sempre portato con fierezza la mia eredità italiana e essere qui a Sanremo oggi mi permetterà di cantarla a voce alta. Sarà un’occasione speciale per onorare con orgoglio le mie radici, i miei nonni siciliani e il grande potere della musica che non conosce confini”.
Due giganti sullo stesso palco
Il duetto con Eros Ramazzotti promette di essere uno dei momenti più intensi di questa edizione del Festival. Nella nuova versione de “L’Aurora”, le due voci si fondono in un dialogo che unisce mondi musicali diversi ma sorprendentemente compatibili. Lei, diciassette Grammy Awards in bacheca, regina indiscussa dell’R&B. Lui, oltre ottanta milioni di dischi venduti nel mondo e otto miliardi di ascolti globali, ambasciatore della canzone italiana ovunque.
Ramazzotti celebra i quarant’anni dalla sua consacrazione sanremese. Alicia Keys porta sul palco un pezzo di Sicilia filtrato attraverso New York, l’R&B e una carriera che l’ha vista vendere oltre settantacinque milioni tra album e singoli, ricevere riconoscimenti da Billboard, Time e dalla Songwriters Hall of Fame, e suonare otto strumenti diversi — dal pianoforte al violoncello, dalla chitarra al basso.
Da Sciacca a New York, passando per Sanremo
La storia di Alicia Keys è in fondo la storia dell’emigrazione italiana raccontata al contrario. I bisnonni partirono dalla Sicilia e dalla Calabria con niente in tasca. La pronipote torna in Italia da superstar globale, per cantare nella lingua che la sua famiglia ha perso lungo la strada.
Stasera, quando le luci dell’Ariston si accenderanno e le prime note de “L’Aurora” riempiranno la sala, su quel palco non ci sarà solo una delle artiste più grandi del nostro tempo. Ci sarà anche la nipote di Michelangelo Augello da Sciacca, che ce l’ha fatta.
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