«Non potevo applaudire mentre i carabinieri lo portavano via. C’erano i parenti e gli amici che gli mandavano baci. Una scena da film raccapricciante. Io sussurravo ai carabinieri bravi, bravi». Lo dice uno dei residenti dello Zen che ha assistito al fermo di Gaetano Maranzano il giovane di 28 anni accusato di avere ucciso Paolo Taormina la scorsa notte davanti al locale gestito dalla famiglia.
«Tanta gente era tutta lì dentro – aggiunge il residente – Ho avuto i brividi mentre i carabinieri hanno acceso tutte le sirene».
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