Nonnino picchiato in casa di riposo degli orrori, si aggrava la posizione degli indagati (VIDEO)

Secondo il Tribunale del Riesame, i maltrattamenti sarebbero avvenuti nei confronti di tanti ospiti della casa di riposo della Zisa

Arresti domiciliari per tre dei cinque indagati dell’indagine sulla casa di riposo degli orrori della Zisa di Palermo. La sentenza non è ancora esecutiva ma tre degli indagati delle presunti maltrattamenti nei confronti di un vecchietto ospitato nella comunità alloggio “Anni azzurri” potrebbero essere messi ai domiciliari.

Il gip aveva disposto a tutti il divieto di dimora. Ora i due gestori, Brigida Camarda, di Monreale,il marito palermitano e dipendente regionale, Michele Riccobono, e la badante in nero e con reddito di cittadinanza, Rosa Briolotta, rischiano l’aggravamento della misura cautelare. Restano con l’obbligo di dimora i due figli della coppia.

Secondo il Tribunale del Riesame, i maltrattamenti sarebbero avvenuti nei confronti di tanti ospiti della casa di riposo della Zisa che in quel momento erano 13. Una posizione più grave dunque rispetto a quella prospettata inizialmente dal giudice che aveva affermato che la comunità non poteva essere considerata «come una casa degli orrori» ed aveva riconosciuto i maltrattamenti aggravati nei confronti di un solo anziano.

Per i cinque indagati il giudice aveva chiesto inizialmente il carcere contestando anche il reato di tortura nei confronti di un disabile ultraottantenne ma le indagini hanno permesso di capire che non si trattava di tortura. L’indagine è partita grazie alla denuncia di una donna e per la testimonianza di una donna che ha lavorato nella struttura solo un giorno ma tanto era bastato per capire cosa stesse accandendo.

“Maiale che sei, porco, magari u signuri t’u rapissi u cirivieddu di m…, maiale che si, maledetto, stai zitto! Sei un porco, fai schifo! Ti butto fuori, ora finiscila perché ti butto davvero a terra. Sei un porco e non buttare voci, mi devi chiamare quando finisci non in tre round, che schifo, vergogna! Non devi buttare voci perché mi fai diventare nervosa!”, questo veniva detto al nonnino aggredito solo perché avrebbe pianto.

In tre mesi sono stati registrati almeno 100 episodi di violenza e di cessazione oltre a percosse ed immobilizzazioni, tali da causare al povero anziano – un uomo di 84 anni gravemente malato ed invalido, uno stato di soggezione.