Settanta scosse nell’arco di una nottata, tutte più deboli di quella che venerdì ha riempito di gente le strade. Il mare a nord-ovest di Alicudi continua a muoversi e la Protezione civile siciliana ha diramato un secondo avviso sismico.
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha contato i singoli eventi dalle 20 di venerdì 23 ottobre fino alle prime ore di sabato 24. Nessuno ha raggiunto l’energia della scossa principale del giorno prima: magnitudo 5.5, registrata alle 12:19, con epicentro in mare a circa 20 chilometri a nord-ovest di Alicudi.
Una faglia lunga trenta chilometri
All’origine dello sciame c’è lo scorrimento di una faglia che parte da Alicudi e si allunga verso nord-ovest per circa 30 chilometri. Fa parte della fascia tettonica Ustica-Eolie, un’area più vasta su cui da tempo si concentra l’attenzione degli studiosi.
Il nuovo avviso ai sindaci della costa
Con il protrarsi della sequenza, la Protezione civile regionale ha emesso il secondo avviso sismico, firmato dal dirigente generale Salvo Cocina. Il documento chiede il massimo livello di attenzione: “In considerazione del perdurare della sequenza sismica si raccomanda la massima attenzione”.
L’invito è rivolto soprattutto agli amministratori locali: “Si invitano i sindaci dei Comuni della costa Tirrenica dell’isola ad attivare idonei presidi di monitoraggio, anche notturni, lungo i litorali soggetti a rischio tsunami”.
Venerdì di paura, ma senza danni
La scossa delle 12:19 ha fatto scattare l’allarme in mezzo Tirreno. I centralini dei vigili del fuoco sono andati in tilt sotto la pioggia di chiamate, molte persone sono scese in strada per precauzione e in via cautelativa sono stati evacuati uffici e alcune scuole. Non sono stati segnalati danni.
Il terremoto è stato avvertito in modo molto netto a Ustica, a Messina e lungo tutta la costa settentrionale della Sicilia.
L’attenzione resta alta sulla fascia Ustica-Eolie, dove la sequenza sismica è ancora in corso.

