Alle 12.19 di venerdì 23 ottobre il Tirreno meridionale ha scosso la Sicilia. Una scossa di magnitudo 5.0 ha fatto vibrare Palermo e la sua provincia, svuotando scuole e uffici e riversando molte persone in strada. L’epicentro è in mare, ma la preoccupazione tra i cittadini è stata immediata.
Secondo l’INGV, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è stato registrato alle 12.19 e 15 secondi e localizzato dalla Sala sismica di Roma. L’epicentro si trova a nord della costa siciliana, alle coordinate 38.7938 di latitudine e 14.1717 di longitudine, a soli 9 chilometri di profondità.
Il preludio: una scossa meno di mezz’ora prima
Quella delle 12.19 non è arrivata dal nulla. Poco meno di mezz’ora prima, alle 11.51, l’INGV aveva registrato nella stessa zona del Tirreno meridionale un terremoto di magnitudo ML 4.3, a 24 chilometri di profondità.
La sigla ML sta per magnitudo locale, una delle scale con cui i sismologi misurano l’energia di un terremoto. Poi, a distanza di poche decine di minuti, la scossa più forte.
Scuole, tribunali e uffici: chi è uscito di corsa?
A Palermo sono stati evacuati diversi plessi scolastici. Lo stesso è accaduto agli uffici dell’assessorato regionale alla Famiglia.
A Trapani, dopo la scossa delle 12.19, è stato evacuato anche il palazzo di giustizia. Il sisma, quindi, non ha risparmiato nemmeno i centri più lontani dall’epicentro.
Fin dove si è sentito il terremoto?
A Ustica, isola vulcanica al largo di Palermo, la scossa è stata percepita con grande intensità. «È stata molto forte e lunga», racconta Giuseppe Caminita, commerciante dell’isola. Secondo il suo racconto la popolazione l’ha avvertita con forza, anche se al momento non sembrano esserci danni.
Il tremore ha attraversato l’isola siciliana: è stato avvertito fino ad Acireale e a Catania. L’epicentro, hanno chiarito le prime ricostruzioni, si trova a largo della costa del Messinese e delle Isole Eolie, l’arcipelago vulcanico del Tirreno.
Perché una scossa in mare si sente così lontano?
La risposta sta in parte nella profondità. Con un ipocentro a 9 chilometri, il terremoto è considerato superficiale, e le scosse superficiali trasmettono più energia in superficie, quindi si avvertono su un’area più ampia anche quando l’epicentro è in mare.
Il Tirreno meridionale, poi, è un’area dalla geologia complessa, collocata tra la placca africana e quella euroasiatica e punteggiata dai vulcani eoliani.
Danni e verifiche: la situazione
Al momento non si hanno notizie confermate di danni a persone o cose. Sono in corso le verifiche per accertare eventuali conseguenze del terremoto.
Una regione che convive da sempre con il rischio sismico, dal terremoto di Messina del 1908 a quello del Belice del 1968, guarda ora agli esiti dei controlli avviati nei luoghi dove la scossa è stata avvertita.

