Mancano gli elettricisti in Sicilia, Sicindustria ne porta 7 dall’Argentina

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Sette elettricisti argentini lavorano già in Sicilia, assunti con regolare contratto da imprese del territorio nisseno, e altri diciotto sono attesi nel giro di poche settimane. Sono i primi frutti di un progetto pilota con cui Sicindustria ha scelto di cercare oltreconfine le competenze tecniche che le aziende dell’Isola faticano a trovare sul mercato locale.

La carenza di personale specializzato pesa sulla ripresa e rischia di frenare gli investimenti strategici delle imprese del territorio, penalizzando la competitività dell’intera Isola. Per uscire dall’impasse l’associazione degli industriali ha avviato un programma di reclutamento e formazione all’estero, che ha già portato in Sicilia i primi sette professionisti sudamericani. Il programma, definito progetto pilota, punta così a rispondere alla carenza di competenze guardando oltre i confini nazionali.

Il gruppo è destinato ad allargarsi: i diciotto elettricisti in arrivo prenderanno servizio nei cantieri e nelle officine dell’Isola, portando il totale a venticinque lavoratori.

Un percorso nato un anno fa con Osmosi

L’operazione è il frutto di un percorso strutturato, partito lo scorso anno in stretta collaborazione con Osmosi, l’agenzia per il lavoro di Caltanissetta associata a Sicindustria. Il progetto ha preso vita «raccogliendo la sfida lanciata dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro». Lo scopo è recuperare il ritardo che separa il mondo della formazione da quello della produzione.

Il reperimento delle maestranze e la valorizzazione del capitale umano figurano del resto tra i temi cardine dell’Education & Open Innovation Forum 2026, l’appuntamento di due giorni organizzato da Confindustria a Taormina per indicare la rotta dell’innovazione industriale.

Rizzolo: servono percorsi tra formazione e lavoro

Le ragioni della scelta sono state spiegate da Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria, la realtà che rappresenta gli industriali delle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Ragusa e Trapani. «La difficoltà di reperire personale qualificato incide sulla capacità delle imprese di crescere e competere. Occorre costruire percorsi che mettano in relazione formazione, competenze e lavoro, anche superando i confini nazionali», ha sottolineato Rizzolo.

Il presidente si è espresso commentando l’inserimento dei primi sette tecnici nelle aziende della delegazione di Caltanissetta e l’impegno a stabilizzare anche gli altri diciotto, attesi nei prossimi giorni. Nelle sue parole, la risposta passa dunque da percorsi che tengano insieme formazione, competenze e mondo del lavoro, senza fermarsi ai confini nazionali.

«Ponti di carta», i libri italiani per le scuole in Argentina

Il legame tra la Sicilia e il Paese sudamericano non si ferma al lavoro e alla produzione, ma ha anche un risvolto culturale, pensato per rafforzare identità e radici della numerosa comunità italiana d’oltreoceano. Sicindustria e Sistemi Formativi Confindustria, entrambe guidate da Rizzolo, si sono infatti fatte carico di tutte le spese di spedizione necessarie a sbloccare l’iniziativa «Ponti di carta». Il progetto è stato ideato da Angelo Melillo, dirigente scolastico in servizio presso i Consolati generali d’Italia a La Plata e Bahia Blanca.

L’iniziativa «punta a recuperare libri della scuola primaria ancora in buone condizioni e non più utilizzati in Italia, per destinarli alle scuole italiane in Argentina».

Un primo lotto di trecento volumi era già pronto: i libri, sistemati in sette scatoloni e accompagnati dalle lettere scritte dagli alunni italiani, erano stati raccolti dall’Istituto comprensivo Valle Vitulanese di Tocco Caudio, nel Beneventano. Il peso dei costi logistici, però, ne aveva fermato la partenza. Alla raccolta ha contribuito anche l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Benevento, che ha incrementato il numero di libri pronti per la spedizione. I messaggi scritti dagli alunni italiani accompagneranno dunque i volumi fino alle scuole d’oltreoceano.

Rizzolo ha rimarcato come «i rapporti tra Italia e Argentina non possono limitarsi agli scambi commerciali. C’è un legame molto più profondo da alimentare anche attraverso le nuove generazioni». Il presidente ha poi insistito sull’esigenza di mantenere vivo il valore della lingua e della cultura italiana all’estero.

Il bilancio, per ora, parla di sette tecnici già inseriti, diciotto in arrivo e trecento libri pronti a partire. Da un lato i tecnici nelle imprese del Nisseno, dall’altro i volumi destinati alle scuole italiane d’oltreoceano: i due progetti viaggiano su binari diversi, ma hanno in comune il rafforzamento del legame tra la Sicilia e l’Argentina.

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