Soldi all’obitorio del Policlinico, 45 indagati per il «caro estinto» I NOMI

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Quarantacinque persone hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini sul presunto giro di denaro nella camera mortuaria del Policlinico. È il primo dei tre filoni dell’inchiesta sul «caro estinto» e porta la firma dei pubblici ministeri Maria Rosaria Perricone e Felice De Benedittis.

Al centro del fascicolo ci sono i pagamenti che le imprese funebri avrebbero versato agli addetti dell’obitorio per la gestione delle salme.

Per due indagati, Giuseppe Anselmo e Antonio Di Donna, l’accusa è più pesante: rispondono infatti anche di associazione per delinquere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero dato vita a una struttura stabile, con tanto di divisione dei profitti, insieme a Salvatore Lo Bianco e Marcello Gargano. Le posizioni di questi ultimi due vengono trattate con un procedimento a parte.

Le somme contestate

Il giro d’affari ipotizzato va dai 50 ai 100 euro per ogni pratica richiesta. La somma più alta citata riguarda Nunzio Trinca, al quale vengono attribuiti fino a 400 euro per due salme e per servizi precedenti.

A Francesco Trinca viene contestato anche il concorso in tentata induzione indebita: insieme a Lo Bianco avrebbe cercato di ottenere 100 euro da un impresario.

Le accuse in breve

L’associazione per delinquere è il reato che scatta quando tre o più persone si uniscono allo scopo di commettere più delitti. L’induzione indebita riguarda invece il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della propria qualità o dei propri poteri, induce qualcuno a dare o promettere denaro o altre utilità non dovuti. Si parla di tentativo quando l’obiettivo non viene raggiunto e di concorso quando più persone partecipano allo stesso reato.

L’elenco degli indagati

Oltre ad Anselmo e Di Donna, l’avviso riguarda altre 43 persone: Francesco Trinca, Davide Madonia, Nunzio Trinca, Giacomo Marchese, Marcello Spatola, Antonio Cottone, Domenico Anselmo, Giuseppe Maggio, Daniele Bonura, Domenico Abbonato, Giovanni Affranchi, Franco Argento, Ettore Bruno, Giovanni Calafiore, Stefano Catalano, Francesco Chifari, Filippo Cicero, Andrea D’Alcamo, Massimiliano D’Ambrogio, Giuseppe D’Antoni, Salvatore De Luca, Carmelo Discolpa, Natale Discolpa, Maurizio Ferranti, Ezio Frangiamore, Salvatore La Duca, Pietro Maggio, Natale Mannino, Angelo Milani, Antonio Mineo, Gabriele Mineo, Alessandro Musso, Andrea Noto, Salvatore Paternostro, Vincenzo Paternostro, Antonino Pisciotta, Andrea Polizzi, Carmelo Rubino, Baldo Santannera, Luca Scimò, Francesco Tomasello, Giovanni Trinca e Alfonso Zaffuto.

Per tutti vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

Cosa succede adesso

Con la notifica dell’avviso, gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie, depositare documenti o chiedere di essere interrogati. Terminata questa fase, i pubblici ministeri valuteranno se chiedere il rinvio a giudizio.

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