Tumore al pancreas, al Civico curati quasi mille pazienti: “Così frenamo i viaggi al Nord”

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Il tumore del pancreas resta una delle sfide più difficili dell’oncologia moderna: in Italia si stimano ogni anno circa 14.000 nuove diagnosi e quasi 13.000 decessi. Rappresenta la terza causa di morte oncologica dopo il tumore del polmone e del colon-retto. Nell’80-85% dei casi la malattia viene scoperta in stadio localmente avanzato o metastatico, e la sopravvivenza a cinque anni oscilla ancora tra il 5 e il 15%. Numeri che, uniti ai dati epidemiologici crescenti della provincia e della regione Sicilia, hanno spinto l’Ospedale Civico di Palermo ad attivare ( adottato con Delibera Aziendale n. 821 del 22/7/2020), un PDTA aziendale dedicato ai tumori del pancreas e delle vie biliari con il duplice obiettivo di strutturare un percorso capace di prendere in carico in modo tempestivo e coordinato pazienti oncologici estremamente fragili – per i quali ogni ritardo diagnostico o terapeutico può fare la differenza – e contrastare il fenomeno della migrazione dei pazienti siciliani verso i centri del nord Italia in cerca di cure specialistiche.

“Sul modello delle Pancreas Unit – spiega Roberto Di Mitri direttore dell’UOC Gastroenterologia con endoscopia digestiva dell’azienda palermitana e coordinatore del PDTA – già sperimentato in altre Regioni italiane ed europee, al Civico si riuniscono a cadenza bisettimanale le figure mediche cardine per la gestione di queste patologie: gastroenterologo clinico ed endoscopista biliopancreatico, chirurgo epatobiliare, oncologo medico, radiologo diagnostico e interventista, anatomopatologo, oltre ai professionisti delle Cure Palliative/Hospice e della Radioterapia. Un confronto strutturato e multidisciplinare, che permette di definire, caso per caso, il percorso diagnostico-terapeutico più appropriato”.

Cento i meeting multidisciplinari al centro del modello

Il bilancio di questi primi cento meeting multidisciplinari è imponente: 923 pazienti discussi, di cui 196 con indicazione chirurgica e 345 avviati a chemioterapia. Centodieci pazienti sono stati indirizzati alle cure palliative attraverso l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), mentre 19 hanno effettuato radioterapia. Sul fronte diagnostico ed endoscopico i numeri parlano da soli: 843 agoaspirati/agobiopsie (FNB) per il campionamento di lesioni bilio-pancreatiche e 557 ERCP con posizionamento di stent metallico autoespandibile per la detensione delle vie biliari. A questi si aggiungono procedure di endoscopia interventistica avanzata, riservate a pochi centri di eccellenza: 55 drenaggi biliari EUS-guidati, 11 gastro-entero-anastomosi ecoguidate e 8 epato-gastrostomie EUS-guidate. “La nostra esperienza conclude Di Mitri – conferma quanto la letteratura scientifica ha già dimostrato in altri contesti nazionali ed europei: la centralizzazione delle competenze in centri ad alto volume e la discussione collegiale dei casi in un team multidisciplinare non sono solo un esercizio organizzativo, ma un fattore che incide direttamente su qualità e sicurezza delle cure, tempestività diagnostica e, in ultima analisi, sugli esiti clinici”. “I dati – commenta Walter Messina direttore generale dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo, nonché coordinatore regionale FIASO per la Sicilia – attestano l’efficacia del modello organizzativo prescelto e la capacita’ dell’azienda di dare risposta efficace a quasi mille pazienti in riferimento a questi specifici bisogni di salute. Modelli organizzativi, come quello da noi adottato, se replicati e strutturati secondo criteri di volume, qualità e integrazione tra discipline, rappresentano oggi la strada concreta per offrire anche ai pazienti del Sud Italia standard di cura equiparabili a quelli dei grandi centri nazionali, senza dover affrontare il peso, fisico ed economico, di un viaggio verso il nord del Paese”.

Diretta Sicilia
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