Olio, prezzo verso 5-6 euro al chilo: produttori preoccupati

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Super annata dell'olio in Sicilia, qualità e quantità al top

Il prezzo dell’olio potrebbe scendere fino a 5-6 euro al chilogrammo alla vigilia della nuova campagna di raccolta, un valore quasi dimezzato rispetto all’annata precedente. È questo lo scenario che agita il comparto olivicolo dell’Agrigentino, dove agricoltori e frantoiani si stanno confrontando in assemblee e riunioni che si susseguono nei giorni scorsi.

A guardare con apprensione ai prossimi mesi non sono soltanto i produttori. Al loro fianco ci sono gli amministratori dei comuni di Ribera, Burgio, Caltabellotta, Montevago, Santa Margherita di Belice e Cianciana, centri in cui la coltivazione dell’ulivo rappresenta una delle principali attività economiche del settore agricolo.

Le quotazioni e le cause della flessione

Gli operatori segnalano un ridimensionamento sensibile dei valori riconosciuti a chi produce. Se le previsioni dovessero essere confermate, le quotazioni si attesterebbero tra i 5 e i 6 euro al chilogrammo, con un calo importante rispetto alla stagione appena conclusa.

Tra i fattori indicati dagli addetti ai lavori ci sono le giacenze che riempiono ancora i depositi dei frantoi e l’andamento dei prezzi nella grande distribuzione. Pesa poi la pressione esercitata dall’olio che arriva dai mercati nordafricani, in particolare da Tunisia e Marocco.

Costi in aumento e nodi della filiera

Il possibile crollo dei prezzi arriva in un momento già complicato per le aziende agricole del territorio, provate da tre anni segnati dalla scarsità di acqua. Una situazione che, se confermata, rischierebbe di aggravare ulteriormente le difficoltà di chi lavora la terra.

A incidere sui bilanci delle imprese c’è anche la crescita dei costi di produzione. Carburanti, fertilizzanti e prodotti per la difesa delle colture gravano in modo pesante sui conti, mentre restano aperti i temi della concorrenza internazionale e dei controlli lungo la filiera.

Il confronto in corso tocca diversi aspetti: la disponibilità di acqua per l’irrigazione, la tracciabilità dell’olio, la sua origine e le procedure di imbottigliamento.

La posizione del sindaco di Caltabellotta

Sulla possibile crisi del comparto le idee sono chiare per il sindaco di Caltabellotta, Biagio Marciante. Per il primo cittadino la strada da seguire resta quella della qualità: “Questa situazione ci porta a ritenere che la strada di valorizzazione della nostra produzione di grande qualità, resta quella da seguire. Produttori che oggi più di ieri scelgono di fare squadra per tutelare l’eccellenza del nostro prodotto”.

Nei comuni interessati, intanto, l’attenzione resta alta in attesa di capire come si assesteranno i prezzi all’avvio della nuova campagna di raccolta.

Diretta Sicilia
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