Dramma a Palermo, incidente al Foro Italico: muore rider di 35 anni

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Un rider di 35 anni è morto questa mattina al Civico di Palermo, dove era ricoverato in Rianimazione dopo lo scontro avvenuto ieri al Foro Italico tra la sua moto e una bicicletta elettrica guidata da una sedicenne. L’uomo, sposato e padre di due bambine di 11 e 6 anni, non si è mai ripreso dalle gravi ferite riportate nell’impatto.

Per tutta la notte la moglie e i familiari sono rimasti accanto a lui nella speranza che potesse farcela, ma questa mattina, intorno alle 9, il suo cuore ha smesso di battere. La ragazza alla guida della bici a pedalata assistita, anch’essa trasportata al Civico, resta sotto osservazione dei sanitari, ma le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione.

Lo scontro sulla carreggiata lato monte

L’incidente si è verificato lungo la carreggiata lato monte del Foro Italico, all’altezza di via Lincoln. Sul posto sono intervenuti per primi i sanitari del 118, che hanno trasportato entrambi i feriti al pronto soccorso di via Tricomi. Successivamente sono giunti gli agenti della Polizia Municipale addetti agli incidenti stradali, incaricati di ricostruire la dinamica dello scontro, nel quale potrebbe aver avuto un ruolo anche un mezzo pesante: secondo una prima ricostruzione, uno dei due conducenti avrebbe tentato una manovra per evitare un tir in transito.

Il 35enne, apparso da subito in condizioni disperate, era stato affidato ai medici del pronto soccorso e poi trasferito d’urgenza in Rianimazione, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Lavorava come rider per la piattaforma di consegne Glovo e, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, si stava recando a recuperare lo zaino da lavoro per iniziare il turno di consegne.

L’appello del consigliere Zacco sulla sicurezza delle bici elettriche

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Ottavio Zacco, che dopo aver fatto visita alla famiglia in ospedale ha voluto porre l’attenzione sul tema della sicurezza stradale legata alla diffusione delle biciclette a pedalata assistita. Il consigliere ha spiegato che “le vediamo circolare e in alcuni casi, per velocità raggiunte, potenza e modalità di funzionamento, hanno ben poco della tradizionale bici a pedalata assistita e assumono, di fatto, caratteristiche assimilabili a quelle di un ciclomotore. Il problema diventa ancora più serio quando questi mezzi vengono modificati o alterati per superare i limiti previsti dalla normativa”.

Zacco ha comunque precisato che “non si tratta di criminalizzare le biciclette elettriche né le migliaia di cittadini che le utilizzano correttamente”, sottolineando piuttosto la necessità di “distinguere nettamente tra una regolare bicicletta a pedalata assistita e mezzi che, per modifiche o caratteristiche tecniche, finiscono per comportarsi come veri e propri motorini”. Da qui l’invito a intensificare i controlli su eventuali manomissioni e a investire maggiormente sull’educazione stradale. Il consigliere ha infine espresso “la mia più profonda vicinanza” alla moglie, alle due figlie e a tutti i familiari della vittima.

Resta ora da chiarire nel dettaglio la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità, mentre la comunità cittadina si stringe attorno ai familiari del rider scomparso.

Diretta Sicilia
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