Tira aria di crisi nel polo del lusso a Palermo: Giglio annuncia 15 licenziamenti e chiude due negozi

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Licenziamento in arrivo per 15 dipendenti di Giglio. La comunicazione dell’apertura di licenziamento collettivo è stata inviata oggi dalla società Giglio spa, alle organizzazioni sindacali. I motivi della riduzione del personale ricadono nella “condizione involutiva aziendale, riconducibile alla riduzione dei volumi di vendita”. L’emporio del lusso made in Palermo, che vende brand iconici dell’alta moda e accessori di tendenza nella catena di negozi sull’asse di via Libertà presenta una “condizione economica negativa”, dovuta all’andamento involutivo generale, alla riduzione dei consumi, al cambio delle abitudini d’acquisto che coinvolge anche il comparto del lusso. Una situazione di crisi che, per l’azienda, necessita di interventi a salvaguardia della continuità aziendale.

Da qui la necessità comunicata ai sindacati di una riorganizzazione con un taglio al personale occupato. Si parla di 15 su 64 dipendenti attualmente occupati. Sarebbe prevista la chiusura di due punti vendita: Giglio Piccolo e Giglio Accessori.

I tempi della procedura, previsti per legge, sono 45 giorno in sede sindacale, più ulteriori 30 in sede istituzionale e il tutto si concluderà a ottobre.

“Un altro grande marchio palermitano, per di più quotato in borsa, è in piena crisi. Percorreremo tutti i tempi della procedura, per ottenere la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali. Siamo vicini ai lavoratori. Non faremo sconti a nessuno facendo rispettare quelli che sono i loro diritti dichiarano il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello e il segretario Filcams Manlio Mandalari – Non è un fulmine a ciel sereno. Il gruppo aveva già mostrato le prime avvisaglie, tanto che un paio di mesi fa è stata avviata una procedura di Fis (fondo integrazione salariale) per i lavoratori di un’altra società del gruppo, che gestisce la logistica, la Giglio.com, procedura rispetto alla quale ci siamo espressi in modo molto critico”.

La Filcams in passato aveva anche criticato pesantemente l’applicazione in azienda da parte di Giglio di un contratto non “leader, e aveva chiesto l’adozione di un contratto di settore firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. “Dal punto di vista salariale – aggiungono Aiello e Mandalari – si tratta di un contratto peggiorativo. L’abbiamo contestato e abbiamo provato a chiedere durante la procedura che applicassero il contratto nazionale più rappresentativo. Avrebbero dovuto colmare le differenze salariali, come previsto dal decreto lavoro del Primo maggio. Ma adesso è sopraggiunta la crisi”.

Attualmente la società dei negozi Giglio spa impiega complessivamente 64 lavoratori e lavoratrici dipendenti tra full-time e part-time nei vari ruoli. Dodici nel negozio storico Giglio In di via Libertà, altri 5 nella Boutique Uomo, 9 nella Boutique Donna, 6 presso Giglio Accessori, 6 presso Giglio Piccolo, 4 al Molo Trapezoidale e altri presso la sede amministrativa di via Stazione San Lorenzo.

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