Un’auto lanciata a tutta velocità contro un gruppo di giovani davanti a una discoteca di Taormina, nella notte tra il 1° e il 2 giugno. Non un incidente: un gesto deliberato, ripreso in video e finito sui social prima ancora che qualcuno chiamasse la polizia.
La Squadra Mobile di Messina e il Commissariato di Taormina hanno fermato due giovani messinesi — un 24enne e un 25enne — su decreto della Procura della Repubblica di Messina. L’accusa è tentato omicidio aggravato.
A innescare tutto non è stata una denuncia, ma un filmato circolato in rete dalla sera del 2 giugno. Le immagini mostrano un gruppo di ragazzi che discute animatamente nei pressi di un locale notturno; poi, all’improvviso, una station wagon scura di grossa cilindrata che compie manovre brusche e si lancia a velocità sostenuta sui pedoni fermi in strada, travolgendone alcuni, prima di fuggire.
Fino al momento del fermo, nessuna delle persone coinvolte aveva sporto denuncia né contattato le forze dell’ordine.
La Procura, informata immediatamente dalla Mobile e dal Commissariato della presenza del video online, ha delegato gli approfondimenti investigativi per verificare l’autenticità dei fatti — stante il rischio di fake news — e ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Le telecamere di sorveglianza della pubblica via e le testimonianze raccolte hanno permesso di inquadrare l’episodio: una lite scoppiata per futili motivi tra un gruppo di giovani della provincia di Catania e alcuni ragazzi messinesi. Al termine del litigio, parte del gruppo sarebbe salita in auto con l’intento di travolgere gli altri, ferendo due persone.
Grazie alle immagini acquisite, gli investigatori hanno identificato il conducente della station wagon — il 24enne messinese — e il passeggero, il 25enne. Entrambi, secondo gli elementi raccolti, erano presenti e coinvolti nella lite.
Il fermo è stato eseguito nella notte. La Procura di Messina ha avviato la procedura per la convalida e la conseguente applicazione della custodia cautelare in carcere. Ora la parola passa al Giudice per le Indagini Preliminari.
Gli inquirenti segnalano una «diffusa reticenza» tra le persone informate dei fatti e chiedono a chiunque disponga di video, foto o informazioni utili di contattare la Procura della Repubblica di Messina o la Polizia di Stato.

