Meno del 20% delle famiglie fa ricorso, un silenzio che danneggia i bambini bisognosi. Dobbiamo lottare per i nostri diritti

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Una sentenza storica che ristabilisce la legalità e la dignità per gli studenti più vulnerabili. Il Tribunale di Agrigento, in funzione di Giudice del Lavoro (Sentenza n. 785/2026 del 13/05/2026 – Dott.ssa Alessandra Di Cataldo), ha condannato il Comune di Agrigento per condotta discriminatoria indiretta nei confronti di una minore affetta da handicap grave, a cui erano state illegittimamente ridotte le ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) rispetto a quelle previste dal Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.).
Il Comune è stato condannato al risarcimento del danno non patrimoniale in favore della minore nonchè al pagamento delle spese legali, confermando che il diritto all’istruzione e all’integrazione dei disabili è un diritto fondamentale costituzionalmente protetto.

L’Associazione L.U.C.E., da sempre in prima linea per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, esprime profonda soddisfazione per questo pronunciamento che mette fine a una grave omissione protrattasi per diversi mesi.
“Voglio rivolgere un ringraziamento speciale e sentito all’Avv. Francesco Messina”, dichiara la Dott.ssa Simona Zarcone, Presidente dell’Associazione L.U.C.E. “La sua professionalità, la sua sensibilità e la sua determinazione giuridica hanno permesso di ottenere questa importantissima sentenza. Non ha difeso solo una singola bambina, ma ha tracciato una via di giustizia per tutti i nostri figli, dimostrando che l’Amministrazione Pubblica non può risparmiare sulla pelle dei più deboli”.

L’appello alle famiglie: “Meno del 20% fa ricorso, bisogna rompere il silenzio”

Nonostante l’evidente portata della vittoria, i dati in possesso dell’Associazione tratteggiano una realtà preoccupante: meno del 20% dei bambini che avrebbero pieno diritto alle ore di ASACOM decide di fare ricorso al Tribunale.

“Questo dato ci rammarica profondamente”, continua la Presidente Zarcone. “La mancata reazione legale da parte della maggioranza delle famiglie impedisce, di fatto, di ottenere quanto è dovuto per Legge in danno dei bambini bisognosi. Molti genitori si arrendono per paura dei tempi burocratici o delle spese, accettando passivamente decisioni ingiuste. Ma questa sentenza dimostra che i Tribunali rispondono e che la discriminazione può e deve essere fermata. Invitiamo tutte le famiglie a non subire in silenzio e a unirsi alla nostra battaglia: ogni ricorso mancato è un diritto negato a un bambino che ha bisogno di sostegno per comunicare, imparare e integrarsi”.

L’Associazione L.U.C.E. ribadisce che la figura dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione non è un “favore” o un servizio facoltativo, ma una misura di integrazione essenziale al pari dell’insegnante di sostegno. L’Associazione continuerà a vigilare e a offrire supporto a tutti i genitori affinché a nessun bambino ad Agrigento e provincia venga più negato il proprio futuro scolastico ed umano.

Nota — Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Non è un articolo della redazione di Direttasicilia. Per inviare un comunicato: https://www.direttasicilia.it/invia-un-comunicato-stampa/
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