Nuovo colpo alla mafia a Palermo, 31 condanne: I NOMI

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Trentuno condanne, per un totale che sfiora i 400 anni di carcere: è questo il conto finale del maxi processo che ha colpito il mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo. La sentenza, arrivata a un solo giorno dal blitz nei quartieri Zen e Marinella, racconta una mafia che si rigenera anche dietro le sbarre.

A pronunciarla è stata la giudice per l’udienza preliminare Carmen Salustro, su richiesta dei pubblici ministeri Giovanni Antoci, Felice Debenedittis e Andrea Fusco. Tra i condannati più pesanti figurano Francesco Stagno, Domenico Serio e Nunzio Serio, tutti a 20 anni, e Paolo Lo Iacono, a cui ne sono stati inflitti 18.

Proprio i fratelli Serio, reggenti del mandamento, erano riusciti a mantenere il controllo del territorio anche dopo una precedente condanna: uscivano dal carcere e riprendevano subito le redini dell’organizzazione. Nunzio Serio, secondo quanto emerso dalle indagini, disponeva addirittura di un cellulare nel penitenziario di Agrigento, da cui impartiva ordini e direttive.

La chat della droga e i “cani con la barba”

Al centro dell’inchiesta anche una chat gestita dallo stesso Serio, utilizzata per coordinare il traffico di droga tra diversi mandamenti mafiosi, da Porta Nuova a Santa Maria di Gesù.

Tra i condannati compaiono cognomi già noti alle cronache, come Maranzano e Lo Iacono, legati ai padiglioni dello Zen 2. Giovanni Cusimano, anziano boss di Partanna Mondello, li avrebbe definiti con disprezzo “i cani con la barba”, confidando che la scarcerazione dei Serio li avrebbe rimessi al loro posto.

Un contesto criminale, quello descritto dagli inquirenti, che si intreccia con quello degli emissari del racket finiti in manette proprio il giorno prima, nel blitz che ha coinvolto i rioni Zen e Marinella.

L’elenco completo dei condannati

Oltre ai nomi già citati, la sentenza ha colpito: Pietro Capraro (6 anni), Marco Cernigliaro (2 anni), Domenico Ciaramitaro (12 anni), Emanuele Cosentino (7 anni e 6 mesi), Giovanni Cusimano (12 anni), Antonino De Luca (6 anni e 8 mesi), Mario Ferrazzano (16 anni), Salvatore Finocchio (9 anni e 4 mesi), Rosario Gennaro (4 anni), Salvatore Varsalona (9 anni e 6 mesi).

E ancora: Carmelo Maranzano (6 anni), Francesco Iraci (11 anni e 6 mesi), Khemais Lausgi (9 anni), Gaetano Licata (4 anni), Mariano Lo Iacono (10 anni e 8 mesi), Mirko Lo Iacono (6 anni e 8 mesi), Salvatore Lombardo (8 anni), Angelo Maranzano (9 anni e 4 mesi), Gianluca Spano (6 anni), Salvatore Serio (11 anni).

Completano l’elenco: Tommaso Spataro (10 anni e 8 mesi), Antonino Mazza (11 anni e 8 mesi), Francesco Militano (12 anni e 8 mesi), Salvatore Maranzano (11 anni e 8 mesi), Amedeo Romeo (11 anni), Francesco Scarpisi (10 anni e 8 mesi), Girolamo Semprecondio (2 anni), Carmelo La Mattina (2 anni e 4 mesi).

Le indagini dei carabinieri che l’anno scorso portarono al blitz da 181 arresti avevano già mostrato quanto Cosa Nostra sappia rimpiazzare in fretta i propri vertici. Resta da vedere se questa sentenza riuscirà davvero a fermare il ricambio ai piani alti del mandamento, o se, come temono gli inquirenti, qualcun altro è già pronto a prendere il comando.

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