Sparatoria in via La Lumia, il 23enne resta in carcere: le immagini lo incastrano

lettura in 3 minuti

Il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Chiaramonte ha convalidato l’arresto di Pietro Graziano, 23 anni, e disposto la custodia cautelare in carcere per il tentato omicidio di Alice Badalamenti, ferita gravemente alla tempia nella notte tra domenica e lunedì in via Isidoro La Lumia, nel centro di Palermo. Il gip ha definito “risibile” la versione fornita dall’indagato e ne ha sottolineato la pericolosità sociale.

Come è stato identificato il sospettato

La svolta è arrivata attorno alle 4:45, quando i carabinieri hanno notato una Fiat 500 nera ancora parcheggiata nei pressi del luogo della sparatoria. Il compagno della madre di Graziano si è presentato a recuperare il veicolo, riferendo di essersi allontanato a piedi nel parapiglia. Nell’abitacolo è stata trovata una giacca di jeans indicata come appartenente a “Piero”. I verbali di precedenti controlli sul territorio hanno confermato che il ventitreenne era già stato fermato a bordo di quella stessa auto a febbraio e a maggio.

L’identificazione definitiva è avvenuta incrociando la descrizione degli abiti ripresi dalle telecamere — maglietta bianca, jeans slavati, tracolla, cappellino scuro e Nike nere — con quanto indossato da Graziano quando gli agenti si sono presentati a casa sua in via Albergheria. Messo alle strette, il giovane ha consegnato spontaneamente il revolver, un Hopkins & Allen a cinque colpi, estraendolo dalla tasca dei pantaloni, insieme ai vestiti della serata.

Le telecamere smentiscono la difesa

Davanti al pubblico ministero, Graziano ha ammesso di aver sparato, sostenendo però di aver puntato verso il basso per intimorire il conducente dell’Audi Q3, temendo di essere travolto. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno smentito questa ricostruzione: i filmati mostrano l’uomo con il braccio teso all’altezza del busto, intento a esplodere i colpi direttamente contro l’abitacolo e i finestrini della vettura dove si trovava Alice Badalamenti.

Nel corso dell’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Corrado Sinatra, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni spontanee sui propri spostamenti nella zona della movida.

Il giudice: “Legami con ambienti criminali”

Il gip Chiaramonte ha giudicato inverosimile anche la spiegazione sull’origine della pistola: Graziano aveva dichiarato di averla acquistata da uno sconosciuto incontrato per strada appena trenta minuti prima dell’episodio. Nell’ordinanza il magistrato evidenzia come la disponibilità immediata di un’arma da fuoco riveli legami con ambienti criminali che il ventitreenne ha deliberatamente evitato di chiarire, rendendo la detenzione in carcere l’unica misura idonea a interrompere tali contatti.

Diretta Sicilia
Segui:
Redazione centrale di Diretta Sicilia. Il team di giornalisti e collaboratori che ogni giorno racconta la Sicilia in tempo reale: cronaca, politica, economia, sport e cultura dalle nove province dell'isola.