Operazione antimafia a Palermo: 3 arresti e 200 milioni sequestrati collegati al patrimonio di Matteo Messina Denaro

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Tre membri dello stesso nucleo familiare sono finiti in carcere nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha portato al sequestro di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro. Soldi ritenuti provento del riciclaggio di capitali generati dal narcotraffico, accumulati sotto la regia di Cosa Nostra Trapanese e nell’interesse diretto di Matteo Messina Denaro.

L’operazione — ancora in corso — è condotta dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, che agiscono in esecuzione di un’ordinanza del gip. A disporre le misure cautelari e i sequestri è stato il tribunale del capoluogo siciliano, su richiesta della DDA.

Il raggio d’azione dell’indagine è internazionale. Le attività si svolgono simultaneamente in Andorra, Gibilterra, Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e in diverse località spagnole — Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banús — con il coordinamento delle autorità giudiziarie e di polizia locali.

Al centro della ricostruzione investigativa c’è un patrimonio enorme, costruito nel corso di decenni a partire dagli anni Ottanta attraverso il reimpiego di proventi illeciti, anche tramite società offshore. Gli inquirenti ritengono che quei capitali siano il frutto del traffico di droga prosperato sotto l’ombrello di Cosa Nostra Trapanese e riconducibile alla sfera di influenza del boss di Castelvetrano, morto nel settembre 2023 dopo decenni di latitanza.

Gaetano Ferraro è il Direttore Editoriale di Direttasicilia.it. Laureato magistrale in Geologia, dal 2012 si occupa di informazione locale con un approccio rigoroso ai temi di politica siciliana, cronaca, economia, ambiente e cultura. Il suo background scientifico gli conferisce una competenza distintiva nella trattazione delle questioni ambientali e territoriali dell'isola.