Un patrimonio da quattro milioni di euro accumulato in vent’anni sfruttando i legami con Cosa nostra: i carabinieri della compagnia di Bagheria hanno eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un intero complesso aziendale riconducibile a un imprenditore edile della zona di Altavilla Milicia, ritenuto contiguo all’omonima famiglia mafiosa.
Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, ha colpito beni immobili, quote indivise di fabbricati e rapporti finanziari intestati all’uomo e ai suoi congiunti. Un amministratore giudiziario ha preso immediatamente possesso del patrimonio sequestrato.
Vent’anni di monopolio imposto con l’ombra della mafia
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tra il 2000 e il 2020 l’imprenditore avrebbe sfruttato la propria vicinanza agli ambienti criminali per conquistare una posizione dominante nel mercato locale delle forniture edili, imponendo i propri prodotti ad aziende del territorio e applicando prezzi gonfiati. I proventi illeciti così ottenuti sarebbero poi stati reimpiegati nell’acquisizione degli immobili e dei terreni ora oggetto di confisca.

Il quadro accusatorio si fonda sugli accertamenti patrimoniali dei militari dell’Arma, sulle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo nell’ambito delle operazioni “Argo” e “Reset”, sulle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia e su una perizia finanziaria. Elemento chiave per il sequestro è la «netta sproporzione» — come sottolineato dal comando — tra il valore dei beni e i redditi lecitamente dichiarati dall’imprenditore e dai familiari.
Arrestato nel 2014, assolto per mafia: ma il patrimonio non convince
L’uomo era già finito in manette nel 2014, salvo poi essere assolto dall’accusa di associazione di tipo mafioso all’esito del procedimento penale. Nonostante l’assoluzione, gli accertamenti patrimoniali hanno convinto il tribunale a qualificarlo come soggetto socialmente pericoloso, presupposto sufficiente, nell’ambito delle misure di prevenzione, per disporre l’ablazione dei beni ritenuti frutto di capitali illeciti.

