Dal 15 maggio i traghetti per le isole minori siciliane costeranno tra il 30 e il 50% in più. Caronte & Tourist ha comunicato l’aumento alle biglietterie di scalo con una nota ufficiale, colpendo residenti, pendolari, turisti e autotrasportatori. Fanno eccezione, per ora, i collegamenti con Lampedusa e Linosa.
La notizia ha scatenato la reazione immediata del sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, che oggi ha inviato una lettera di forte protesta alla Prefettura di Trapani, al ministro Salvini, al presidente Schifani e agli assessori regionali Aricò e Amata. D’Ancona definisce l’aumento «del tutto inaccettabile» e chiede un incontro urgente tra i sindaci delle isole minori e le istituzioni regionali e nazionali, con il coordinamento della Prefettura di Trapani.
Nella lettera, il sindaco ricorda che Pantelleria subisce da anni collegamenti marittimi inadeguati, irregolari e insufficienti, segnalati ripetutamente agli organi regionali e nazionali senza mai ottenere soluzioni concrete. Una situazione così grave da aver richiesto formalmente l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta sullo stato dei trasporti verso l’isola. D’Ancona sottolinea anche che il rincaro arriva in un momento particolarmente delicato: sull’isola sono in corso numerose opere pubbliche strategiche, e ulteriori difficoltà nei trasporti rischiano di compromettere sia il completamento dei lavori nei tempi previsti che la corretta rendicontazione dei fondi.

Il sindaco è netto: quello che Caronte & Tourist presenta come un semplice adeguamento tariffario è in realtà una destabilizzazione di un sistema già gravemente deficitario. Pantelleria, scrive D’Ancona, rivendica il diritto a trasporti pubblici efficienti, sostenibili e accessibili, e non è disposta ad accettare quello che definisce un ricatto economico che grava ingiustamente su cittadini, imprese e sull’intero tessuto sociale dell’isola.
Alla base della decisione di Caronte & Tourist c’è il blocco della procedura di riequilibrio economico-finanziario avviata a luglio 2025 e mai completata dagli enti competenti. Da Palazzo d’Orleans si apprende che è già fissato un incontro a Roma tra i dipartimenti Infrastrutture della Regione e del Ministero, per attuare la soluzione concordata tra Schifani, Salvini, Aricò e Rixi: ridurre di sei mesi la durata della convenzione, in vigore fino al 2028, mantenendo gli stessi importi.
Nel frattempo il caro-carburante continua a pesare su tutta l’economia siciliana. Le marinerie sono in ginocchio: per un peschereccio oltre i 24 metri il costo del pieno è salito fino a 13.440 euro, contro i 6-9mila euro di media precedenti. Il conto complessivo per le famiglie siciliane, secondo la Cgia, supererà i due miliardi di euro in più nel 2025 rispetto all’anno scorso, con un rincaro del 17% su luce, gas e carburanti.


