Cinque colpi in faccia, irriconoscibile: così Placido Barrile è stato ucciso al Cep

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Placido Barrile, 34 anni, è stato ucciso nel tardo pomeriggio di sabato 9 maggio al Cep di Palermo. L’uomo è stato trovato morto dal fratello all’interno della sua Smart parcheggiata in via Paladini, ai piedi del murales di Totò Schillaci, vicino all’edificio che per anni ha ospitato la delegazione comunale. Sul volto i segni di cinque colpi di arma da fuoco: era irriconoscibile anche per il fratello, che ha lanciato l’allarme. Inutile la corsa dei sanitari del 118. Sul posto i carabinieri e gli specialisti della scientifica.

Il delitto ha tutte le caratteristiche di un regolamento di conti. La pista seguita dagli inquirenti porta alla droga: un debito con un fornitore o uno sconfinamento nel territorio di un altro clan potrebbe essergli costato la vita. Solo tre mesi fa, a febbraio, proprio al Cep era scattato un blitz della Squadra mobile che aveva portato all’arresto del clan dei Cintura, ritenuto padrone incontrastato di Cep, Borgo Nuovo e Cruillas, accusato di estorsioni e violenze ai danni di commercianti del quartiere.

Barrile era pregiudicato. Nel 2014, a 21 anni, aveva aggredito un uomo insieme al complice Pietro Pitasi per rubargli un borsello e una catena d’oro: la reazione della vittima scatenò una violenta aggressione. Arrestato, ottenne i domiciliari. Due anni dopo i carabinieri lo sorpresero a spacciare dalla propria abitazione e finì in carcere.