Avvistamento a Palermo: otto sfere bianche nel cielo poi due jet militari

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Era una mattina di cielo terso quando gli abitanti delle zone costiere di Palermo hanno alzato gli occhi e notato qualcosa di insolito. Otto sfere bianche si muovevano nell’azzurro a grandissima altitudine, spostandosi in modo lento e apparentemente controllato. Nessuna scia, nessuna caduta, nessun movimento verticale: solo una traiettoria orizzontale, costante, silenziosa.

A riprendere la scena è stato Pietro Faraone, che di cose nel cielo se ne intende più della media. Come volontario del P.i.r.s. Italia — Progetto Italiano Recupero Sonde — passa gran parte del suo tempo a scrutare l’orizzonte alla ricerca di radiosonde meteorologiche da recuperare una volta conclusa la loro missione. Ne ha raccolte decine, forse centinaia. Conosce la forma, il comportamento, la traiettoria tipica di questi strumenti. E proprio per questo, ciò che ha visto il 4 aprile lo ha lasciato senza una risposta.

l’avvistamento del 4 aprile

L’episodio si è verificato sabato 4 aprile, due settimane fa, nelle aree più prossime al mare della città. Il cielo era limpido, condizione che ha permesso di osservare gli oggetti con una certa nitidezza nonostante l’altitudine considerevole. Le otto sfere si muovevano mantenendo una certa coerenza reciproca, senza disperdersi né convergere, secondo quanto riferisce il testimone.

Faraone ha puntato la telecamera e ha ripreso la sequenza, consapevole di trovarsi di fronte a qualcosa che non riusciva a classificare. Il video, condiviso nelle settimane successive, ha attirato l’attenzione di appassionati di astronomia, esperti di aviazione e semplici curiosi, senza che nessuno sia riuscito a offrire una spiegazione definitiva.

«Si muovevano in modo autonomo e controllato. Riconosco le sonde meteo. All’inizio avevo pensato fossero paracadutisti, ma erano troppo in alto e, soprattutto, non scendevano: si spostavano orizzontalmente.» — Pietro Faraone, P.i.r.s. Italia

cosa si può escludere

La prima ipotesi da scartare è quella dei detriti spaziali. Chi ha seguito le notizie nelle settimane successive ricorderà che rientri di frammenti orbitali sono stati segnalati sui cieli italiani, ma circa una settimana dopo questo avvistamento. E comunque i detriti spaziali lasciano una scia luminosa inconfondibile durante la fase di attrito con l’atmosfera. Le otto sfere del 4 aprile non ne avevano alcuna.

Stessa esclusione vale per i meteoriti, per ragioni analoghe: anche i bolidi tendono a disintegrarsi producendo effetti visivi ben diversi da una traiettoria orizzontale e silenziosa. I paracadutisti? Faraone ci ha pensato, ma ha dovuto abbandonare anche questa pista: gli oggetti erano troppo in alto e, soprattutto, non scendevano. Si spostavano lateralmente.

Restano i palloni aerostatici e le sonde meteorologiche, che a un occhio non allenato potrebbero sembrare la spiegazione più immediata. Ma è qui che il racconto di Faraone assume un peso particolare: lui le sonde le conosce bene, e quelle non lo erano.

il comportamento anomalo degli oggetti

Quello che colpisce nel video non è soltanto la forma degli oggetti, ma il loro modo di muoversi. Le otto sfere sembrano mantenere una certa distanza reciproca, spostandosi con una coerenza che difficilmente si attribuisce a oggetti trascinati dal vento. Non c’è il classico comportamento passivo di un pallone in balia delle correnti atmosferiche: il movimento appare, nelle parole del testimone, autonomo e controllato.

Un pallone meteorologico sale verticalmente fino a quota operativa, poi galleggia seguendo i flussi d’aria. Può spostarsi orizzontalmente, certo, ma non mantiene una formazione con altri oggetti né cambia direzione in modo coordinato. Le sfere del 4 aprile sembravano fare qualcosa di diverso, e questa differenza è la ragione per cui Faraone ha ritenuto doveroso documentare e rendere pubblica la ripresa.

l’elicottero e i jet militari

A rendere la vicenda ancora più curiosa ci sono due dettagli che Faraone riporta nel suo racconto. Durante l’avvistamento, nella zona era presente un elicottero in volo di perlustrazione. Guardando il video si nota che il mezzo sembra virare nella direzione degli oggetti, come se il pilota avesse deciso di osservarli più da vicino. «Sembra quasi che il pilota giri il mezzo per osservarle», commenta Faraone. L’elicottero resta nell’area qualche minuto, poi si allontana.

Poco dopo, due jet militari transitano ad altissima quota sopra la zona dell’avvistamento. Compiono due passaggi, poi spariscono. Uno di essi è stato ripreso nel video, anche se a fatica: la distanza è notevole e l’aereo è a malapena distinguibile. «Forse è una coincidenza», ammette Faraone, che non vuole alimentare speculazioni. Ma il fatto che aerei militari abbiano sorvolato la stessa area, poco dopo la comparsa degli oggetti, è un elemento che in molti hanno notato.

il P.i.r.s. e la credibilità del testimone

Vale la pena soffermarsi su chi ha realizzato il video, perché la fonte è tutto in casi come questo. Il P.i.r.s. Italia è un’associazione di volontari che recupera le radiosonde meteorologiche al termine della loro vita operativa. Questi strumenti vengono lanciati quotidianamente da stazioni meteorologiche di tutto il mondo per raccogliere dati su temperatura, pressione e umidità a varie altitudini. Una volta esaurita la batteria, ricadono al suolo — spesso in luoghi impervi — e i volontari si mettono sulle loro tracce per recuperarli, evitando che diventino rifiuti dispersi nell’ambiente.

Il lavoro di questi appassionati ha prodotto raccolte straordinarie di strumenti scientifici, alcuni dei quali esposti in mostre al pubblico. È un’attività che coniuga tutela ambientale e divulgazione scientifica, e che richiede una conoscenza approfondita di ciò che vola nel cielo. Faraone non è un semplice curioso: è una persona che ha dedicato anni a capire come si comportano gli oggetti in quota. Il suo «non sono sonde» non è un’opinione qualunque.

un mistero aperto

Al momento non esiste una spiegazione ufficiale sull’avvistamento del 4 aprile. Nessun ente ha commentato pubblicamente il video, né risultano comunicazioni da parte delle autorità aeronautiche o militari. Gli oggetti restano non identificati nel senso più letterale del termine: non droni identificabili, non palloni riconoscibili, non detriti, non meteoriti.

Questo non significa necessariamente che si tratti di qualcosa di straordinario. Il cielo è pieno di oggetti che sfuggono a una classificazione immediata, e spesso le spiegazioni più banali emergono solo con il tempo e con le informazioni giuste. Quel che è certo è che chi ha ripreso quelle sfere sapeva cosa stava guardando — o meglio, sapeva cosa non stava guardando.