Pioggia di rincari per la guerra, volano benzina e diesel: a rischio anche i prezzi alimentari

Benzina e diesel ai massimi, la crisi in Medio Oriente fa salire i prezzi: rischio rincari anche sui beni alimentari
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La crisi in Medio Oriente sta arrivando dritta nei portafogli degli italiani. L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha già innescato una nuova ondata di rincari dei carburanti che, con ogni probabilità, non si fermerà qui. E come sempre accade in questi casi, a pagare il conto sono i consumatori.

I numeri parlano chiaro. Secondo le rilevazioni più recenti elaborate sulla base delle comunicazioni dei gestori all’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale della benzina self service ha toccato 1,749 euro al litro, mentre il diesel self è salito a 1,875 euro al litro — ai massimi da fine ottobre 2023. Chi preferisce il servito non se la passa meglio: la benzina si attesta in media a 1,883 euro al litro, mentre il diesel ha sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro, fermandosi a 2,004 euro al litro.

A far lievitare ulteriormente i prezzi ci hanno pensato direttamente le compagnie petrolifere, che nelle ultime ore hanno ritoccato al rialzo i propri listini raccomandati. Eni ha aumentato di 2 centesimi la benzina e di 5 centesimi il diesel; IP ha incrementato di 5 centesimi entrambi i prodotti; Tamoil ha rivisto al rialzo di 2 centesimi la benzina e di 4 centesimi il diesel; Q8, infine, ha alzato di 3 centesimi la benzina e di 5 centesimi il diesel. Aumenti che, sommati ai rincari già in atto, dipingono uno scenario tutt’altro che rassicurante per le settimane a venire.

Ma il problema non si esaurisce al distributore. L’aumento dei carburanti si trasforma quasi automaticamente in inflazione importata, con effetti a cascata sull’intera filiera dei consumi. Le elaborazioni economiche basate sui costi del trasporto e della logistica agroalimentare stimano che un incremento dei prezzi dei carburanti compreso tra il 2% e il 3% possa tradursi, entro fine marzo, in un rincaro dei beni alimentari compreso tra lo 0,5% e l’1,5%.

I prodotti più a rischio sono quelli a maggiore componente logistica: frutta e verdura fresca, latticini, carne, pane e derivati dei cereali. In pratica, buona parte della spesa quotidiana delle famiglie italiane. Le stime più pessimistiche indicano che, qualora la situazione geopolitica dovesse aggravarsi ulteriormente, la spesa alimentare mensile di un nucleo familiare medio potrebbe aumentare tra i 20 e i 40 euro entro fine marzo. Una botta non da poco, in una fase in cui il costo della vita è già sotto pressione da mesi.

A lanciare l’allarme è anche il Codacons, che chiede al Governo di intervenire con urgenza. «Rivolgiamo un appello affinché venga garantita la massima vigilanza sui possibili effetti delle tensioni internazionali sui mercati interni», ha dichiarato Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale dell’associazione. «In momenti di forte instabilità economica è fondamentale evitare che le difficoltà dei mercati si traducano in aumenti dei prezzi non pienamente giustificati, con ricadute dirette sul potere d’acquisto delle famiglie».

Il Codacons spinge per il rafforzamento dei controlli lungo l’intera filiera dei prezzi — energia, carburanti e beni di largo consumo — e chiede che venga introdotto concretamente il concetto di “prezzo anomalo”, con soglie oltre le quali scattino verifiche automatiche per prevenire possibili speculazioni. Se dovessero emergere anomalie non giustificate dall’andamento reale dei costi, l’associazione è pronta a presentare esposti alle Procure della Repubblica di tutta Italia.

Il rischio, insomma, è quello di un classico effetto domino: la crisi parte dal Golfo Persico, passa per le raffinerie, arriva ai distributori e finisce sugli scaffali dei supermercati. Con le famiglie italiane — soprattutto quelle più vulnerabili — a fare da ammortizzatore di una crisi che non hanno causato.

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Giornalista pubblicista, direttore responsabile di DirettaSicilia.it e Monrealelive.it. Collaboratore di varie testate, tra cui BlogSicilia.it, SiciliaFan.it e donnaclick.it
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