Operaio forestale della Regione piromane arrestato, rischiano anche i colleghi

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Paradosso a Trapani, dove un dipendente regionale che avrebbe dovuto difendere il patrimonio boschivo è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico. Il protagonista della vicenda è un operaio forestale 54enne che lavora per una struttura dipartimentale della Regione Siciliana. A inchiodarlo le accuse di incendio boschivo doloso.

Il gip ha disposto la misura cautelare su richiesta della procura. A eseguirla sono stati i carabinieri, che hanno lavorato per mesi raccogliendo prove, filmati e testimonianze.

Tutto parte dal 20 agosto scorso, quando le fiamme hanno divorato 83 ettari nella zona di Buseto Palizzolo, vicino al Bosco Scorace. Un’area già presa di mira in passato dai piromani. Quel giorno l’incendio ha causato danni enormi: coltivazioni andate in fumo, boschi minacciati, animali da pascolo in pericolo soprattutto nella contrada Quasale. Chi era sul posto per domare il rogo si è ritrovato davanti a diversi focolai accesi contemporaneamente.

L’inchiesta della procura è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo, insieme alla sezione operativa del Nor della compagnia di Alcamo, alla stazione di Buseto Palizzolo e alla sezione di polizia giudiziaria della procura. Le indagini hanno portato alla luce una verità sconcertante: quel giorno l’operaio era a casa, libero dal servizio. Eppure sarebbe stato filmato mentre dava fuoco al bosco in diversi punti, allargando il fronte dell’incendio proprio dove le squadre antincendio non potevano arrivare perché impegnate su altri fronti.

I video lo mostrano anche mentre si nasconde tra gli alberi per evitare di essere visto dagli elicotteri e dai canadair. Poi lo si vede salire su un’auto condotta da un’altra persona che era andata a prenderlo. Ma c’è di più: con il cellulare avrebbe filmato le sue stesse azioni criminali, mandando poi i video ad alcuni colleghi.

Per questo l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, ha chiesto al dipartimento dello Sviluppo rurale di “esautorare dal servizio chi, pur essendo a conoscenza dei fatti, non li ha denunciati”. Quanto all’arrestato, l’assessore ha assicurato che “se le accuse verranno confermate, saranno applicate le pene ancora più dure previste dal governo nazionale”.

I militari hanno anche sequestrato in via cautelativa sei fucili e una pistola che l’uomo possedeva legalmente.

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