
Non c’è tregua per una Sicilia sempre più fragile e ferita dal fango. Dopo il disastro sfiorato a Niscemi, l’emergenza si sposta a Messina, nel cuore del centro abitato di Ritiro. Qui, uno smottamento improvviso lungo la strada comunale che porta a San Michele ha trasformato un lunedì di pioggia in un incubo per due nuclei familiari, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni in tutta fretta.
Il fronte della frana ha investito una palazzina di due piani che un tempo ospitava un panificio. I danni strutturali sono apparsi subito evidenti, tanto da spingere i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile a dichiarare l’area “zona rossa”. Due persone che vivevano al piano superiore sono state evacuate immediatamente; stessa sorte per i vicini di casa, allontanati per precauzione mentre la terra continuava a scivolare sotto i colpi di una pioggia che non accenna a diminuire.
Ma oltre al fango, esplode la polemica. “Ci siamo accorti del cedimento e abbiamo dato l’allarme”, racconta uno dei residenti, puntando il dito contro la gestione del territorio: “Siamo in un’area espropriata per i lavori dello svincolo di Giostra, ma mancano le opere di canalizzazione. L’acqua si riversa tutta qui”.
Un grido d’allarme raccolto da Raffaele Verso, presidente del V Quartiere: “Il maltempo ci sbatte in faccia la nostra fragilità. Non possiamo limitarci a sperare che vada sempre bene; servono controlli e prevenzione seria”. Al momento resta l’incertezza: due famiglie non sanno quando (e se) potranno rimettere piede nelle proprie case, mentre la Polizia Municipale monitora i transetti chiusi al traffico.



