Il passaggio del ciclone Harry lascerà una traccia indelebile nella storia meteorologica della Sicilia. Mentre si inizia la conta dei danni lungo la costa orientale, devastata da una violenza inaudita, emerge un dato scientifico che conferma l’eccezionalità dell’evento: nel Canale di Sicilia è stata registrata l’onda più alta di sempre.
Stando ai dati rilevati dalla Rete Ondametrica Nazionale dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), una delle boe posizionate nel Canale di Sicilia ha misurato un’onda di ben 16,6 metri. Si tratta di un valore inedito per il Mediterraneo locale, che testimonia la potenza sprigionata dalla tempesta che ha flagellato l’Isola nei giorni scorsi.
A spiegare le dinamiche di questo fenomeno estremo interviene Francesco Nucera di 3bmeteo.it. Il meteorologo conferma che i 16,6 metri rappresentano un record assoluto come “onda massima”, pur specificando che per le statistiche ufficiali si tende spesso a considerare l’onda significativa (Hs), un parametro che meglio descrive l’energia costante della mareggiata.
Secondo Nucera, la formazione di questo gigante d’acqua è stata causata da un mix perfetto e pericoloso: “Un incastro di ingredienti: vento forte e persistente, una grande differenza di pressione e un ‘fetch’ (la superficie di mare aperto su cui soffia il vento) molto ampio”. A tutto ciò si sono aggiunte ore di stress continuo sul bacino, che hanno permesso al moto ondoso di organizzarsi e crescere a dismisura.
Mentre la scienza analizza i dati, il territorio fa i conti con la devastazione. Interi tratti di lungomare nella Sicilia orientale sono stati inghiottiti o distrutti dalla furia del mare. In queste ore, il governatore Renato Schifani è impegnato in una serie di sopralluoghi nelle aree più colpite per coordinare gli interventi urgenti e stimare l’entità dei danni, che si preannunciano ingenti per diversi comuni costieri.


