Ogni volta che il cielo si oscura sopra la Sicilia, riemerge prepotentemente il paradosso di una gestione del territorio che vive di sola emergenza. A denunciare un sistema che scambia la manutenzione ordinaria per un evento straordinario è Alessio Ciolino, attivista civico da tempo in prima linea contro l’incuria urbana e i ritardi della prevenzione.
Secondo Ciolino, il copione si ripete identico: caditoie ostruite, strade dissestate e interventi che iniziano solo quando i bollettini meteo virano verso l’arancione o il rosso. «La manutenzione non può partire con l’allerta già scattata – spiega l’attivista –. Pulire i tombini sotto la pioggia non è prevenzione, è rincorrere problemi che restano irrisolti per mesi sotto gli occhi di tutti».
Il punto sollevato è politico e strutturale: gli allagamenti e i disagi alla viabilità non sarebbero figli solo della violenza dei nubifragi, ma di una cronica assenza di programmazione. Per Ciolino, l’abitudine di intervenire solo sotto la pressione dei media o per paura dei danni strutturali alimenta un “sistema dell’emergenza permanente” che ignora il calendario.
In un’epoca segnata da eventi climatici sempre più estremi, la richiesta è chiara: calendarizzare gli interventi nei periodi di secca per evitare che ogni pioggia si trasformi in una paralisi cittadina. «La prevenzione non farà notizia quanto un’alluvione, ma è l’unica strada per la sicurezza. L’ordinario deve tornare a essere la regola», conclude Ciolino.



