Nuova allerta bufera in Sicilia: fiocchi fin sulle colline palermitano e venti a 80 km/h

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Foto Agrimeteo Corleone

La Sicilia non esce dalla morsa del maltempo. Per domani, sabato 11 gennaio, la Protezione Civile regionale ha diramato un nuovo avviso di allerta meteo gialla, il terzo consecutivo in questa settimana segnata da piogge, vento e temperature in picchiata. A preoccupare sono soprattutto i versanti tirrenici e le zone nord-orientali dell’Isola, dove sono attesi rovesci anche a carattere temporalesco, con accumuli che potrebbero risultare localmente moderati lungo le coste da Palermo a Messina.

Ma la vera protagonista di queste ore è la neve. L’irruzione di aria fredda proveniente dai Balcani, pilotata da una profonda circolazione depressionaria centrata tra il Centro Italia e l’Adriatico, ha fatto crollare le temperature e abbassato drasticamente la quota delle precipitazioni nevose. Se l’allerta ufficiale parla di fiocchi sopra gli 800-1000 metri, la realtà sul campo racconta altro: nelle ultime ore la neve è comparsa anche a quote di alta collina, con imbiancate registrate a Lercara Friddi, nel Palermitano, a soli 680 metri sul livello del mare. Fenomeni misti e graupel (il cosiddetto “nevischio granuloso”) sono stati segnalati persino a 500-600 metri di altitudine nell’entroterra.

Sulle vette siciliane si preannuncia uno spettacolo invernale in piena regola. Nebrodi, Madonie ed Etna settentrionale saranno interessati da nevicate anche abbondanti, con accumuli significativi attesi dal pomeriggio e per tutta la giornata di domani. Per gli appassionati della montagna potrebbe essere l’occasione per rispolverare gli scarponi, ma le autorità invitano alla prudenza: le strade di alta quota potrebbero diventare rapidamente impraticabili.

A rendere il quadro ancora più complicato ci pensa il vento, autentico flagello di questa ondata di maltempo. Fin dalle prime ore della mattinata, le coste tirreniche palermitane e messinesi sono state sferzate da raffiche burrascose che hanno superato i 70-80 km/h. I meteorologi avvertono: i picchi più intensi potrebbero arrivare nel pomeriggio, con possibili disagi alla circolazione e rischi per la tenuta di strutture leggere e impalcature.

Ma è sulle Isole Eolie che l’emergenza assume i contorni più drammatici. Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli (inclusa la frazione di Ginostra) sono praticamente isolate da oltre 60 ore. Le condizioni meteomarine proibitive hanno impedito ai mezzi di linea di raggiungere le isole minori dell’arcipelago, lasciando i residenti senza collegamenti regolari con la terraferma. L’unica nave operativa è stata la Nerea di Caronte&Tourist, che per il terzo giorno consecutivo ha garantito un servizio ridotto verso Vulcano, Lipari e Salina, trasportando pochi passeggeri e mezzi commerciali essenziali.

La situazione nelle isole minori è critica. Iniziano a scarseggiare i generi di prima necessità, mentre il blocco dei collegamenti ha impedito il regolare avvicendamento dei medici nei presidi di guardia medica. Alcuni residenti hanno dovuto rinunciare a visite specialistiche programmate fuori dall’isola, con potenziali ripercussioni sulla loro salute. Una condizione di disagio che si ripete puntualmente ogni inverno e che riaccende il dibattito sulla fragilità infrastrutturale delle piccole comunità isolane siciliane.

Per le prossime ore, i settori più esposti resteranno quelli del Messinese, dove l’instabilità sarà più marcata con rovesci, locali temporali e possibili grandinate. La Protezione Civile raccomanda la massima attenzione, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti non necessari e a tenersi aggiornati sull’evoluzione delle condizioni meteo.

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