Ancora colpi di arma da fuoco contro la chiesa di San Filippo Neri, nel quartiere Zen di Palermo. Questa volta i proiettili hanno oltrepassato l’ingresso, finendo all’interno dell’edificio religioso.
Alcuni colpi si sono conficcati nelle pareti, provocando danni anche al quadro elettrico. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica per i rilievi e gli accertamenti del caso.
Non è il primo episodio. Già nei giorni scorsi ignoti avevano preso di mira l’ingresso secondario della chiesa, in via Fausto Coppi, esplodendo colpi di pistola e facendo detonare un petardo. In quell’occasione furono rinvenuti diversi bossoli sull’asfalto, mentre i proiettili erano arrivati fino all’interno dell’edificio, fortunatamente vuoto.
A fare la scoperta questa mattina è stato il parroco, don Giovanni Giannalia, che ha notato i vistosi fori sulle pareti dell’androne del teatro parrocchiale. Uno spazio non casuale: proprio lì si sono svolti incontri pubblici e riunioni istituzionali, compreso un confronto con la Commissione regionale antimafia sui temi della sicurezza urbana e del degrado dello Zen.
Uno dei colpi avrebbe mandato in frantumi anche lo sportello del quadro elettrico. Un dettaglio che rende l’episodio ancora più inquietante e apre interrogativi pesanti. Potrebbe trattarsi di una risposta plateale alla ferma condanna suscitata dall’attacco precedente? Se così fosse, non si parlerebbe più di una bravata, per quanto grave, ma di un atto intimidatorio vero e proprio, consumato contro un luogo simbolo di dialogo e legalità.



