Candida Giammona era “una ragazza piena di vita”, procura dispone l’autopsia

L'esame autoptico servirà a stabilire perché Candida e il piccolo sono morti

  • Candida Giammona morta dopo il parto a Palermo

  • La procura dispone l’autopsia per chiarire le cause della morte
  • Il dolore della famiglia della donna: “Vogliamo giustizia”

Sarà l’autopsia a chiarire perché Candida Giammona è morta durante il parto assieme al piccolo che portava in grembo. Una vicenda dai contorni ancora poco chiari su cui pende una indagine della Procura di Palermo.

La donna morta al Buccheri La Ferla di Palermo

La notizia risale a ieri. Una donna palermitana, Candida Giammona, 39 anni, è morta al Buccheri La Ferla in seguito ad alcune complicazioni sopraggiunte durante il parto. La donna è arrivata in ambulanza da una clinica palermitana. Venerdì pomeriggio era previsto il parto in clinica. La situazione sarebbe però precipitata. da qui la decisione di portare Candida Giammona in ospedale dove però è morta. Stessa sorte anche per il piccolo, che è stato portato all’ospedale di Bambini.

L’autopsia chiarirà i dubbi sulla morte di Candida Giammona

Ora i Pm della Procura di Palermo ha disposto l’autopsia. L’esame autoptico servirà a stabilire perché Candida e il piccolo sono morti. I magistrati che coordinano l’inchiesta – il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Giorgia Righi – hanno aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. I magistrati hanno subito aperto un fascicolo e disposto il sequestro delle cartelle cliniche. La donna lascia il marito e una bimba di 2 anni. I familiari di Candida Giammona avevano presentato un esposto dopo la tragedia.

Era una ragazza piena di vita, vogliamo giustizia

“Non vivo più, non c’è più niente perchè mia figlia non me la torneranno più”, ha detto Maria Alaimo, mamma di Candida Giammona in una intervista al Tg5. Una madre disperata per la perdita della figlia per cause assurde. Così il lieto evento della nascita di un bambino si è trasformato in un incubo per la famiglia di Candida che ora chiede giustizia. Il selfie prima di entrare in sala operatoria, poi la tragedia. “Voglio giustizia per mia figlia, nessuna altra ragazza deve fare più la stessa fine. Era una ragazza piena di vita, laureata, sensibile e invidiata per la sua perfezione, non si può morire così”.

La replica della Clinica Candela

“La Clinica Candela, partecipando al dolore dei familiari della signora Candida Giammona per la tragedia che stanno vivendo – si legge in una nota dell’avvocato Massimo Cocilovo, consigliere d’amministrazione della casa di cura palermitana – rileva che da parte del proprio personale sanitario è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita della paziente e del neonato, i cui decessi si ritiene siano stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile e si affida, con piena fiducia, alle verifiche che la magistratura riterrà di effettuare”.

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