Decadono i Comuni zona rossa, Musumeci ipotizza la zona gialla

Intanto ieri il presidente Musumeci ha rilanciato l'ipotesi, contagi permettendo, di passare in zona gialla

Intanto ieri il presidente Musumeci ha rilanciato l’ipotesi, contagi permettendo, di passare in zona gialla

  • Niente comuni in zona rossa, decadono le ordinanze di Musumeci

  • La zona arancione del 1 febbraio ma obiettivo è zona gialla

  • Critiche a Musumeci da Pd, M5S e sindacati

Decadono le zone rosse nei 10 Comuni siciliani

Con l’arrivo della zona arancione che fine fanno i Comuni zona rossa siciliani? Tutti i provvedimenti scadono oggi in concomitanza con la cessazione dell’ordinanza regionale che ha imposto la zona rossa in tutta la Sicilia. Si tratta di Gela, Villarosa, Milena, Messina, Capizzi, San Fratello, Ramacca e Castel di Iudica, Santa Flavia e Ravanusa. Questi Comuni continueranno ad essere rossi o l’ordinanza del Presidente della Regione non avrà più effetto? Il Governatore ieri ha espresso l’intenzione di rinnovare la zona rossa ma solo per un Comune. Si tratta di Messina. Il Capoluogo peloritano, per ordinanza del sindaco De Luca, sarà per due settimane in rosso rafforzato.

Verso la Sicilia in zona gialla

Intanto ieri il presidente Musumeci ha rilanciato l’ipotesi, contagi permettendo, di passare in zona gialla già dalla prossima settimana. La decisione però spetterà, come al solito, al Ministero della Salute che, di volta in volta, decide i cambi di colore. La Sicilia è arrivata ad totalizzare n Rt inferiore a 1, addirittura 0,80. Un fatto che l’avrebbe posta in zona gialla per diritto. Il dpcm del presidente del Consiglio però vieta i “salti doppi” di colore. Per la zona gialla, quindi, si dovrà attendere di almeno 7 giorni.

Musumeci: “Zona rossa? Avevamo ragione”

L’atteggiamento del presidente però va verso la prudenza. La prudenza è stata la cifra delle ultime mosse dell’esecutivo regionale, come la decisione di due settimane di zona rossa per l’Isola che si chiudono oggi. “Abbiamo avuto ragione: pensavamo di dover anticipare la zona rossa per evitare la degenerazione che ci avrebbe costretto per tutto il mese di febbraio a restare chiusi. È chiaro che la zona arancione non è il massimo, noi puntiamo alla zona gialla e, perché no, alla fine a quella bianca, ma dipende da tutti, dalla responsabilità di ciascuno”, ha detto Musumeci in un messaggio ai siciliani postato su Facebook.

Tornano le lezioni in presenza: il piano trasporti della Sicilia

La scuola torna in presenza al 100% ma con gradi. Domani, 1 febbraio toccherà alle scuole medie. Poi dalla prossima settimana torneranno in classe gli studenti delle superiori ma al 50%. In vista della riapertura  la Regione potenzia anche il trasporto. Oltre 600 corse aggiuntive in tutta l’Isola, più di altri 300 bus messi in campo anche col contributo di licenze Ncc, taxi e bus turistici opportunamente contrattualizzati dalle aziende. Sono i numeri dei servizi aggiuntivi messi a punto per il trasporto in sicurezza sanitaria della popolazione scolastica nelle nove province siciliane da lunedì 8 febbraio, giorno in cui rientreranno in classe gli studenti delle scuole superiori, seppure al 50%. La percentuale di tali servizi che sarà operativa si aggirerà fra il 15% e il 20% di quanto preventivato per le lezioni in presenza al 75%.  “E qualsiasi ulteriore esigenza di trasporto – fanno sapere da Palazzo d’Orléans – potrà essere subito compensata dalle aziende del trasporto pubblico locale, nel quadro di un generale potenziamento dei servizi in tutte le nove Province dell’Isola”.

Il Partito Democratico critica le scelte di Musumeci

“Un presidente della Regione sempre più deludente che, dopo due settimane di zona rossa, non avanza nessuna proposta per combattere il virus e i suoi effetti sull’economia”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars. “Didattica in presenza (seppure al 50%) per gli studenti delle scuole superiori solo tra una settimana? Scelta senza senso. La verità è che il governo Musumeci, ancora una volta, si è fatto trovare impreparato su qualcosa che era previsto da tempo. A farne le spese saranno ora gli studenti e le loro famiglie”, dicono i componenti della commissione Cultura dell’Ars, Giovanni Di Caro. Stefania Campo, Ketty Damante e Roberta Schillaci.

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